Sicuramente la maggior parte di noi non potrà negare di aver ascoltato e letto almeno una storia o filastrocca di Rodari, che ci aiutavano a dormire nelle notti più paurose. Il suo ricordo è ancora così vivo, che i suoi libri continuano a circolare senza la minima percezione che siano stati scritti 70 anni fa. E’ l’autore che, con le sue opere, ha rivoluzionato la letteratura per ragazzi facendo riscoprire il piacere della lettura ai bambini e anche agli adulti. Abbiamo reputato importante ricordare questo personaggio dopo 40 anni dalla sua morte, non solo come autore, ma anche come maestro dal quale tutti possiamo ancora imparare.     

Gianni Rodari nacque a Omegna il 23 ottobre 1920 e morì a Roma il 14 aprile 1980. Egli è stato, oltre che uno scrittore, anche pedagogista, giornalista e poeta, e fu insignito del Premio Hans Christian Andersen nel 1970. Questo lo ottenne grazie alla pubblicazione da parte di Giulio Einaudi, dei suoi più grandi capolavori: “Filastrocche in cielo e in terra”, “Favole al telefono”, “Il pianeta degli alberi di Natale” e “Il libro degli errori”. Dalle date citate qui sopra possiamo ben notare che questo è l’anniversario non solo della sua spiacevole morte, ma anche della sua nascita e del suo più importante riconoscimento.        

                                                              

Il clima spiacevole che stiamo attraversando in questo periodo porta inevitabilmente tutti noi a stare costantemente a contatto con il cellulare. E perché non far diventare questo strumento, oggetto di diffusione delle opere di Rodari? Anche se non è nata propriamente in occasione di questa emergenza sanitaria, l’iniziativa “Favole al telefono…al telefono” può rappresentare un aiuto per le famiglie con bambini. Questi possono impiegare parte del loro tempo ad ascoltare vecchie storie per non mettere a freno la loro istruzione e provare a scrivere a loro volta delle fiabe.

“Ogni telefonata è un tempo unico che non si ripeterà mai e ogni volta è diversa” ci dice Valeria Sacco, una delle attrici impiegate nella lettura di queste favole. 

Da questo progetto emerge proprio quello che era forse il tema e lo scopo più importante per Rodari. Per lui i piccoli e i grandi avevano il compito di trasmettere emozioni gli uni agli altri. Egli considerava importante la ricerca di un feeling empatico nonostante la differenza di età allo scopo di educare i figli e farli diventare buoni adulti.          Gianni Rodari: “La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare le chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”.

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