Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho, nato il 21 Marzo 1980 a Porto Alegre, è stato un calciatore brasiliano. Il suo ruolo in campo non è facile da definire, infatti Ronaldinho era un calciatore che amava molto svariare da una parte all’altra del campo. Il suo ruolo preferito era tra il centrocampo e l’attacco, quindi possiamo definirlo trequartista o fantasista.

Di umili origini, Ronaldinho trascorse la sua infanzia a Porto Alegre dove all’età di 8 anni dovette affrontare a testa alta la scomparsa del padre a causa di un infarto. Con la scomparsa del padre, Ronaldinho trovò un punto di sostegno di vitale importanza nel fratello maggiore, Roberto de Assis, all’epoca giocatore promettente e in seguito suo procuratore.


Prima di arrivare a giocare il calcio vero e proprio, Ronaldinho passò la sua infanzia a giocare a Futsal e Beach Soccer. Sin da bambino, le sua capacità tecniche spiccavano di gran lunga rispetto a quelle degli altri: era veloce, agile e aveva un ottimo passaggio, la sua specialità era il dribbling. Quando Ronaldinho aveva la palla tra i piedi era quasi impossibile togliergliela perchè, grazie alla sua agilità e alla sua eleganza, riusciva sempre a nascondere il pallone agli avversasi. Questa sua specialità era sicuramente dovuta al suo fisico, infatti egli era molto magro e basso, l’ideale per un giocatore che punta sull’agilità palla al piede.
E’ molto probabile che il suo soprannome derivi proprio da questa sua caratteristica, quando giocava a calcio era sempre il più piccolo ma il più agile, da qui probabilmente il soprannome Ronaldinho.

Dal 1987 al 1997 giocò nelle giovanili del Gremio, per poi arrivare a firmare il primo contratto da professionista con la prima squadra del Gremio nel 1998.

I procuratori dei migliori club europei iniziarono a notare il suo grande talento. Così nel 2001 Ronaldinho fu acquistato dal Paris Saint-Germain, squadra della capitale francese.

Nell’estate 2002 Ronaldinho volò in Oriente (Corea del Sud e Giappone) con i suoi connazionali per partecipare e vincere il Mondiale di calcio.

Tornato in Europa dopo questa esperienza magnifica con la Nazionale brasiliana, in 2 stagioni (2001-2002 e 2002-2003) con il club parigino effettuò ben 17 reti in 50 partite. Purtroppo, seppur con il suo grande contributo sul campo, il PSG non si qualificò a nessuna competizione europea.

Così nel luglio 2003 sbarcò a Barcellona dopo che la società catalana spese ben 30 milioni di euro per il suo cartellino. Fu proprio con il club spagnolo che raggiunse l’apice della sua carriera calcistica. Con il Barcellona vinse 2 Campionati Spagnoli, 2 Supercoppe di Spagna e una Champions League.

Ronaldinho riuscì a togliersi anche molte soddisfazioni personali: nel 2004 vinse il premio di giocatore dell’anno battendo Thierry Henry e Andrij Sevcenko, nel 2005 vinse lo stesso premio battendo Frank Lampard e Samuel Eto’o. Sempre nel 2005 vinse anche il premio più prestigioso in assoluto a livello individuale, il Pallone d’Oro.

Dopo la grande esperienza in Spagna, Ronaldinho si trasferì in un altro top club europeo: il Milan. Il giocatore brasiliano fu acquistato dalla società rossonera nel Luglio 2008 e fu pagato 22 milioni di euro.
Con i rossoneri collezionò 26 reti in 95 partite e con le sue prodezze calcistiche entrò nei cuori dei tifosi rossoneri e ci rimane tutt’oggi.

Ricevuto il Golden foot nel 2009, fu inoltre votato dalla rivista World Soccer come giocatore del decennio. La sua esperienza in Europa si concluse nel Gennaio 2011, quando Ronaldinho tornò in Brasile per concludere la sua carriera calcistica. Gli ultimi club in cui ha giocato, prima dell’annuncio del suo ritiro nel 2015, sono: Flamengo, Atlètico Mineiro, Querètaro e Fluminense.
Così si è conclusa la fantastica esperienza calcistica di questo grande uomo, dentro e fuori dal campo.


Ronaldinho ha abbandonato il calcio giocato da ormai 5 anni ma le sue “magie palla al piede” restano impresse nelle nostre menti ancora oggi. La sua esultanza con le mani a forma di telefono, che si ispira ad un saluto dei surfisti Hawaiani, è diventata simbolo di questo fantastico giocatore. La sua eleganza, la sua classe e la sua agilità hanno fatto di lui un giocatore unico ed indimenticabile. La sua umiltà ed il suo sorriso ci hanno ricordato che siamo tutti esseri umani e che, con impegno e dedizione, possiamo raggiungere qualsiasi obiettivo. Grazie Ronaldinho per averci insegnato cosa vuol dire giocare a calcio e sopratutto cosa vuol dire essere umili.

Incredibilmente Ronaldinho è tornato a far parte delle prime pagine di tutti i quotidiani sportivi lo scorso 5 Marzo, questa volta però in modo negativo: egli e suo fratello sono stati arrestati in Paraguay per essere in possesso di passaporti falsi.
Ad Asuncion (Paraguay) è avvenuto il controllo dei documenti da parte delle forze dell’ordine, che ne hanno rilevato la contraffazione. I due fratelli infatti, non sono in possesso dei propri passaporti legali dal 2018, quando gli vennero sottratti per aver effettuato reati ambientali nel lago di Guaìba, a Porto Alegre. I due si trovavano in Paraguay per presentare un programma di assistenza sanitaria gratuita per i bambini. Le loro buone intenzioni però non hanno intenerito la polizia locale, che ha provveduto all’ispezione dei documenti e in seguito all’arresto.

Pur trovandosi in carcere però, Ronaldinho non ha potuto resistere dal partecipare al torneo di calcio a 5 tra i detenuti del carcere stesso. Essendo il livello del brasiliano nettamente superiore a quello di qualunque altro carcerato di Asuncion, è stata stabilita una regola speciale per far sì che anche egli partecipasse al torneo ma senza portare troppi squilibri: Ronaldinho non può fare gol.

Dopo circa un mese di permanenza nel carcere di Asuncion, Ronaldinho ha deciso di pagare la cauzione di 1.6 milioni di euro per far uscire dal carcere se stesso e suo fratello.

Ad oggi Ronaldinho sta scontando gli arresti domiciliari all’hotel Palmaroga di Asuncion, di sicuro se la passa meglio rispetto al carcere…

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