Se il sabato sera è adibito alle grandi pizzate con gli amici e alle discoteche (per i più vivaci) e la domenica è dedicata ai parenti.

Il sabato pomeriggio è sempre stato un’incognita.  È quel momento necessario per staccare dal lavoro, dalle preoccupazioni o semplicemente rilassarsi. Ma tra chi legge un libro, chi guarda la Tv e chi dorme si delineano 7 categorie di persone che fanno del sabato pomeriggio il momento giusto per divertirsi. 

Certo, parliamo di un divertimento “a modo loro”, ma che non esula totalmente dalla norma. Spesso molto presenti anche nei gruppi di amici ecco 7 tipi da sabato pomeriggio. 

L’UOMO NETFLIX:

L’uomo Netflix non ha nessun contatto col mondo esterno, riesci ad accorgerti della sua presenza dalla classica storia su instagram davanti alla televisione con un film o una serie tv. Risulta pressoché inutile proporgli pomeriggi alternativi all’aria aperta all’insegna del divertimento, perché gli bastano un divano una televisione e qualche spuntino. Ormai abbonato premium di Netflix, ha finito anche tutte le serie tv di NowTv e Amazon Prime Video. Serie che è solito commentare con due righe sul suo profilo, per non rendere totalmente inutili le 12 ore ininterrotte passate davanti al televisore. Si trova nella lista nera di qualsiasi attività sportiva e pare che a scuola abbia falsificato il certificato medico per rimanere sugli spalti, lontano da ogni schizzo di sudore. 

IL “MI DISPIACE MA…” 

Di solito se ne trova un esemplare per gruppo, in casi estremi possono essere due. Questa categoria di persone ha una scusa per qualsiasi cosa. Si passa dal “mi dispiace ma oggi sono dai nonni” al “mi dispiace ma devo aiutare mio padre a montare la libreria” alla più classica “mi dispiace ma i miei non mi mandano” (da notare che nella  maggior parte delle volte i “suoi” non hanno ricevuto nessuna richiesta da lui). In tutti i casi il “mi dispiace ma..” resterà a casa sul divano. C’è chi pensa che studi, ma i suoi libri sono ancora incelofanati, non possiede una playstation e non è abbonato a Netflix. È ancora ignoto cosa faccia tutto il pomeriggio da solo. Ma di gran lunga la scusa peggiore, che lo rende il più odiato di tutti, viene pronunciata all’ultimo minuto, quella che manderà in fumo i programmi di un pomeriggio intero 5 minuti prima dell’appuntamento. 

IL FINTO PALESTRATO

Distinguiamo due categorie di persone di questo genere. Quelle abbonate alla  palestra, che vi si recano quotidianamente solo per fare una foto e postarla sui vari social. Purtroppo però non solo la palestra non cambia mai, ma anche lo specchio davanti al quale se la fanno è sempre lo stesso. Essi diventano quindi facilmente riconoscibili dall’enorme quantità di foto identiche sul loro profilo. Secondo i loro istruttori in palestra non hanno mai toccato un attrezzo e probabilmente mai avranno intenzione di farlo, ma dopo la “sessione in palestra” possono meritarsi due antipasti, due primi, un secondo, tre contorni e il dolce per cena. La seconda categoria di persone  sono coloro che chiameremo con licenza poetica “i creativi”. Non si sono mai recati in palestra ma dicono di allenarsi da soli a casa. Da qui nasce la loro creatività. Non avendo attrezzi a disposizione devono improvvisare, utilizzando bottiglie d’acqua al posto dei pesi, quattro sedie in fila a formare una panca e un filo di spago al posto della corda per saltare. Purtroppo la loro pigrizia è più forte della forza di volontà. Dopo pochi giorni di allenamento smetteranno pronunciando la classica frase: “l’anno prossimo mi iscrivo in palestra”. 

IL “FACCIO GIUSTO UN RIPOSINO E CI SONO” 

Come suggerisce il nome per queste persone il riposino pomeridiano è un’ancora di salvezza. Esse vedono con occhi diversi una poltrona dopo pranzo, perché è quella giusta via di mezzo tra la sedia e il letto, che  permette di riposare in tranquillità anche dopo un pranzo importante. L’orario canonico va dalle 14.00 alle 16.00, ma in realtà il sabato pomeriggio queste persone scompaiono totalmente. Ogni messaggio e ogni chiamata viene facilmente ignorata, riescono pure a non sentire il campanello di casa mentre dormono. Alla fine del riposino, che ormai si è prolungato fino all’ora di cena, invieranno il messaggio di scuse, palesemente copia-incollato dalla settimana precedente “scusa mi ero addormentato”. 

L’ORGANIZZATORE

Rigorosamente uno per gruppo è un esemplare tanto furbo quanto insopportabile. In tutta la sua carriera è riuscito ad organizzare uscite di ogni tipo, passando dalla classica passeggiata in centro, alla giornata al mare. Riesce ad organizzare serate a casa di un amico senza che egli lo sappia. Pare che un giorno sia riuscito a convincere il gruppo di calcetto che aveva organizzato una partita allo stadio San Siro di Milano, per poi portarli al campino sotto casa giustificandosi con “Il Milan ha pagato più di noi e si è tenuto il campo”. 

Il messaggio corto è la sua arma preferita. Egli  evita di mandare un unico messaggio lungo. Preferisce inviare dodici messaggi corti di seguito che fanno suonare il cellulare come un’allarme. A quel punto, quando visualizzi i messaggi pensando possa essere qualcosa di realmente importante è troppo tardi…sei costretto a rispondere. Un “no” categorico non è accettato da parte dell’organizzatore, la cui risposta più comune è “vieni dai, ci sono tutti”. Quanto di più falso, tu probabilmente sei il primo a cui ha scritto. 

IL “SI VIVE UNA VOLTA SOLA”

Esso si isola dal gruppo, o almeno propone uscite talmente fuori dal comune che nessuno accetterà mai, ma ha talmente tanti amici che alla fine troverà qualcuno con cui andare. Le sue preferite sono le lunghissime passeggiate lungo la muraglia cinese, la scalata del monte Everest (ormai diventata una tradizione da compiersi ogni 29 febbraio), la pesca di carpe d’acqua dolce alle 5.00 del mattino e infine ma non per importanza la nuotata tra gli squali. È anche l’uomo dei record, pare che in una settimana abbia visitato le 20 città italiane più famose. Vive da solo e vede i genitori una volta al mese. Nessuno ha ancora capito  dove trovi i mezzi per fare tutto ciò, nemmeno i suoi lo sanno. 

Ma appena provi a chiedergli qualcosa risponde sempre “goditi la vita che si vive una volta sola”.

LO SCOMMETTITORE

Vi auguro vivamente di non imbattervi mai in un esemplare del genere, o almeno qualora vi imbatteste in lui non lasciatevi ammaliare dalle sue solite parole “con me fai soldi facili”, “non ti preoccupare che ho studiato le partite”, “la fortuna è dalla mia”. Il sabato pomeriggio dello scommettitore consiste nel “gufare” ogni partita possibile ed immaginabile. Infatti dopo aver scommesso anche sul campionato finlandese passerà il pomeriggio a fantasticare su cosa  comprare con la spettacolare vincita, che puntualmente non arriverà mai, ma per lui sarà sempre un “piccolo incidente di percorso” e la prossima sarà “quella buona”.  Da quando ha iniziato a scommettere ne ha vinta solo una e continua a vantarsi di quella senza nominare le oltre 100 perse. 

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