Da imprenditore a predatore. Uno degli scandali sessuali più seguiti degli ultimi mesi, sul quale Netflix ha fatto pure un documentario, sta avendo nuovi riscontri. Si tratta del caso Epstein. In un’ America in cui hanno iniziato a cadere diverse figure note a causa di questo tipo di accuse – tra gli ultimi il produttore cinematografico Harvey Weinstein – e in cui i movimenti a sostegno delle donne abusate iniziano sempre più a farsi sentire si fa spazio anche l’ennesimo caso di violenza che vede coinvolto un altro potente e ricco imprenditore. Stavolta tocca a Jeffrey Epstein, noto ormai solo come criminale e per essere morto in carcere durante il processo contro di lui, che si aggiunge alla lista dei tanti condannati per abusi.

Classe 1953 con amici e conoscenze da fare invidia è stato arrestato lo scorso il 6 luglio 2019 per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Accuse che non gli erano nuove dato che nel 2005 era accaduta la stessa cosa, ma con esito ben diverso. Ma ripercorriamo le tappe di questa vicenda e conosciamolo meglio.

Epstein nasce nel 1953 a New York e all’età di 21 anni inizia a lavorare come insegnante alla Dalton School, una delle più prestigiose scuole di Manhattan; qui incontra Alan Greenberg amministratore delegato di Bear stearns una famosa banca d’investimento. Colpito dalla sua mente Alan assume Epstein e quest’ultimo inizia a fare carriera. Lascia poi il lavoro nel 1981. Intorno al 1991 Jeffrey incontra una donna, Ghislaine Maxwell, con la quale inizia a creare un vero e proprio giro di abusi minorili (che vede coinvolti politici e celebrità). Fu lei, inoltre, che inizia a presentargli persone di rilievo dal calibro del Principe Andrea (figlio della Regina Elisabetta) grande amico d’infanzia di Ghislaine, Bill Clinton (ex presidente degli USA) e Alan Dershowitz (avvocato che fece assolvere O. J. Simpson) insieme anche ad altri uomini di grande importanza introducendolo nella vita mondana.

Uno dei tanti amici di Jeffrey che viene accusato di abusi, ed è quello che probabilmente fa più scalpore, è proprio il terzogenito della regina, chiamato in causa lo scorso anno, da Virginia Roberts Giuffre; definitasi più volte una “schiava del sesso” di Epstein che le aveva ordinato di avere rapporti con il principe quando era ancora minorenne. Dopo la perdita di numerosi sponsor Andrea ha rilasciato un’intervista ai microfoni della BBC con l’intento di migliorare la sua situazione. Le cose sono andate diversamente in quanto ha ottenuto l’effetto esattamente opposto. Molti giornali hanno detto che si è trattato di un effetto boomerang. Il principe non è risultato credibile, dicendo di non ricordarsi di aver mai incontrato la ragazza (nonostante ci sia una foto che ritrae i due vicini, con il principe che ha il braccio intorno alla vita di Virginia). Il principe Andrea è stato ufficialmente sospeso dai sui incarichi e dalla vita pubblica. Questo accadeva nel dicembre 2019 ma torniamo indietro di 15 anni alla prima condanna di Epstein.

Nel 2005 i genitori di una ragazza di 14 anni avevano denunciato alla polizia di Palm Beach(Florida) che la figlia aveva subito molestie dal miliardario. Ci furono anche altre 35 denunce. Il processo termina nel 2008 con un “non-prosecution deal” cioè un accordo in cui il pubblico ministero accetta di non perseguire un accusato in cambio del suo impegno a non ripetere il reato. Epstein si dichiarò colpevole e scontò 13 mesi di carcere in cui poteva uscire 6 giorni alla settima per 12 ore per motivi di lavoro. Questo accordo però era stato tenuto segreto alle vittime anche se la legge prevede che vengano informate di accordi del genere.

Nel 2019 viene nuovamente accusato ma da altre donne in qualche modo capitanate da Virginia Giuffre (che accusa anche il principe Andrea). Viene arrestato nel New Jersey all’aeroporto di Teteboro. Il tribunale di New York lo incrimina per traffico sessuale e associazione a delinquere finalizzata al traffico sessuale rischiando fino a 45 anni di carcere.

Le cose però non vanno secondo i pani. A fine luglio fu trovato nella sua cella privo di sensi e con lesioni sul collo. Jeffrey sosteneva che fosse stato il compagno di cella. Fu messo quindi in guardia suicida e il 29 luglio 2019 fu spostato in una speciale unità abitativa insieme ad un altro detenuto. Una guardia inoltre doveva controllare la cella ogni 30 minuti. La notte della sua morte non accadde nulla di tutti ciò. Il detenuto che era insieme a lui venne trasferito e al suo posto non arrivò nessuno inoltre Epstein non fu controllato dalle guardie per almeno 3 ore e le telecamere davanti alla sua cella non erano in funzione. Jeffrey Epstein è stato trovato morto la mattina del 10 agosto 2019 nella sua cella al Metropolitan Correctional Center. Fu decretato suicida tramite impiccagione.

Con la sua morte termina anche il procedimento penale contro di lui. L’unica speranza per le vittime di avere giustizia era che le autorità perseguissero i suoi complici. Sembrava quasi un caso destinato a rimanere irrisolto fino però al 2 luglio 2020, quando viene arrestata Ghislaine Maxwell, che dopo un anno di fuga è stata trovata nella sua casa nel New Hampshire in Inghilterra.

Sono 4 i capi di accusa contro di lei: cospirazione nell’adescamento di minore a viaggiare a scopo sessuale, adescamento di minore per intrattenere rapporti sessuali, cospirazione nel trasporto di minore con l’intento di intrattenere rapporti sessuali, trasporto di minore per intrattenere rapporti sessuali. Lei sa letteralmente tutto, teneva e tiene tutt’ora sotto scacco tantissime persone che avevano usufruito del circolo di abusi che lei e Epstein avevano creato. Le autorità sperano e pensano che la Maxwell possa collaborare per avere forse una riduzione della pena. Nel frattempo è controllata 24 ore su 24 per evitare che la storia si ripeta.

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