La moda è come il cibo. È importante non soffermarsi sullo stesso menu. Dai suoi abiti e dalle sue creazioni si comprende fino in fondo quanto Kenzo Takada credesse in questa frase, una delle sue più celebri massime. Il 4 ottobre lo stilista giapponese, fondatore dell’omonimo marchio, conosciuto ormai in tutto il mondo, è morto a 81 anni per coronavirus in un ospedale parigino.

Il suo estro e la sua unicità sono stati protagonisti di grandi sfilate a partire dal 1970, anno in cui, con la presentazione della sua prima collezione alla Galerie Vivienne di Parigi, iniziò a prendere posto tra i grandi della moda.

La giungla e il Giappone erano i due mondi che più amava e che più avrebbe desiderato conciliare.

Jungle Jap fu il nome della sua prima boutique. Nome emblematico, perché tutt’oggi i capi di Kenzo portano spesso la stampa di una tigre.

La sua creatività non conosceva limiti; come location per le sue passerelle nel 1978 e nel 1979 arrivò ad affittare un tendone da circo; sfilate con un finale entusiasmante: Kenzo si concedeva al pubblico entrando in scena sul dorso di un elefante. Creatività che gli permise di conquistare il riconoscimento Fashion Editor Club of Japan.

Ad arricchire il suo successo, dieci anni dopo, si aggiunse la produzione di profumi che culminò con Flower by Kenzo, fragranza più celebre.

Non solo stilista, ma anche costumista. Disegnò abiti per il cinema e per il teatro, in particolar modo per un film francese diretto proprio da lui, uscito nel 1981, Rêve aprés Rêve.

LVMH, noto gruppo che riunisce 75 maison tra cui Fendi, Dior e Ghivenchy, acquistò Kenzo nel 1993.

Nel 1999 lo stilista decise di lasciare il mondo della moda per dedicarsi ad un altro volto dell’arte, quello del design. Da qui la collaborazione con il marchio francese Roche Bobois che ha dato vita ad una bellissima collezione di ceramiche e tessuti.

Il marchio Kenzo andò in mano alla sua assistente e dal 2003 al 2011 vide come art director prima e direttore creativo poi, Antonio Marras, stilista italiano. Oggi il suo posto è di Felipe Oliveira Baptista, stilista portoghese.

I disegni, le stampe, gli abiti conservano ancora la grande ecletticità e il genio del loro creatore.

Kenzo Takada

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