L’incubo sta finendo? Ci sono finalmente buone ragioni per credere di essere quasi arrivati alla fine di questi mesi infernali ed anche di , si spera, non dover fare il conto alla rovescia della fine di questo anno difficile chiusi in casa davanti a qualche programma televisivo …

Dopo una seconda durissima ondata di Covid-19, nelle ultime ore l’annuncio dell’ azienda farmaceutica statunitense Pfizer e della società tedesca di biotecnologie Biontech ha ridato speranza al mondo: il vaccino da loro sviluppato contro il Coronavirus è risultato efficace al 90% e conta di ottenere l’approvazione della Food and Drug Administration negli Usa e dell’Organizzazione mondiale della sanità entro la fine del mese. Secondo quanto riporta il New York Times, l’annuncio è stato fatto il 9 novembre dal Presidente della Pfizer, Albert Bourla, il quale ha dichiarato che l’autorizzazione al commercio è prevista addirittura nella terza settimana di novembre.

In realtà si contano ben 261 vaccini “candidati” contro il Coronavirus; anche l’Italia sta contribuendo: il centro di ricerca Irbm di Pomezia sta collaborando con l’Università di Oxford per realizzare un vaccino anti-Covid per AstraZeneca.

Comunque, quello più vicino al traguardo risulta essere il vaccino frutto della collaborazione tra la Pfizer americana e la tedesca Biontech. Ma per arrivare ad un risultato straordinario non è stata da meno una buona dose di coraggio civile: più di 45mila persone si sono offerte volontarie per sperimentare questo vaccino ed essere testate (passaggio necessario prima della somministrazione su larga scala). Ci sono state tre fasi: nella fase 1 e 2 è stata verificata la sicurezza del vaccino e una risposta immunitaria potenzialmente protettiva. Nella fase 3, a metà dei volontari è stato iniettato il vaccino, all’altra metà no (è stato somministrato un placebo); una settimana dopo sono stati registrati i numeri dei contagiati: circa 94, pare quasi tutti tra i non vaccinati. Ecco l’efficacia del 90%.

I dati sono comunque arrivati un po’ in ritardo rispetto al previsto, a causa del calo dei contagi durante l’estate che ha portato al rallentamento delle infezioni nei volontari. E’ stato inoltre annunciato che la sperimentazione dovrebbe continuare fino a quando 164 persone sulle 45mila non avranno sviluppato gli anticorpi al Covid-19.

Questo vaccino utilizza una tecnologia innovativa e sarebbe il primo vaccino al mondo prodotto in questa maniera: contiene nanoparticelle lipidiche, cioè formate da grasso, che circondano l’RNA messaggero; una volta iniettato il siero, l’RNA messaggero istruisce le cellule a produrre la proteina spike; essa funziona da antigene, in quanto la punta stessa del Coronavirus è costituita da tale proteina che gli permette di attaccarsi alle cellule umane. L’RNA messaggero stimola così il sistema immunitario a riconoscere e bloccare il Coronavirus!

Sono state annunciate 50 milioni di dosi di vaccino anti-covid entro quest’anno e 1,7 milioni all’inizio del 2021. Senza dubbio sono numeri molto grandi, ma non saranno certo sufficienti per tutti! Sembra che i primi a beneficiarne saranno gli Stati Uniti. Subito dopo toccherà all’Europa. Pochi giorni fa il Consiglio Etico Tedesco, in un incontro con la stampa a Berlino, ha confermato che il vaccino andrà effettuato innanzitutto alle persone anziane, a quelle più a rischio (malati cronici), al personale medico e sanitario, ai dipendenti degli enti sanitari, alle forze dell’ordine, agli insegnanti delle scuole, e via dicendo.

Inoltre, ne serviranno due dosi per una maggiore efficacia, pur rimanendo ancora ignota la durata di essa (tra i 6-12 mesi) e la precisa potenzialità (impedire l’ingresso del virus nell’organismo oppure mitigare soltanto la malattia). La distribuzione stessa non sarà semplice: le fiale devono essere mantenute a ben 80 gradi sotto zero fino alla somministrazione (per rendere un’idea, per esempio il vaccino per l’influenza, così come molti altri, è conservato a -2/-8 gradi).

Fatto sta che sono sicuramente notizie incoraggianti attese da mesi e mesi, ma, come ricorda lo stesso Ministro della Salute Roberto Speranza, “serve ancora tanta prudenza, non dobbiamo mai dimenticare che i comportamenti di ciascuno di noi sono indispensabili”.

Dobbiamo continuare a fare tutto quello che è in nostro potere per salvaguardare noi e gli altri, a proteggerci a vicenda, non perdendo però mai la fiducia e la speranza nella ricerca scientifica, vera chiave per superare l’emergenza!

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