Ecco una notizia di cui avremmo fatto volentieri a meno: con il 31 agosto la prof. Donatella Frilli non sarà più la dirigente scolastica del liceo Leonardo da Vinci. Sicuramente il riposo nel suo caso è più che meritato, ma … Quando sarà il momento, la saluteremo con un nostro editoriale ; tuttavia oggi vogliamo riportare il discorso di commiato che la preside (questo termine ci piace molto di più del freddo e burocratico “dirigente scolastico”) ha rivolto mercoledì scorso (30 giugno) al collegio docenti. Questo perchè riteniamo che sia molto di più di un fatto interno al nostro liceo: è una testimonianza di cosa sia la scuola e soprattutto una vita spesa magnificamente per la scuola. Grazie di tutto, preside Frilli (ma di questo riparleremo al momento) DDN

A maggio ho compiuto 64 anni e nove giorni fa sono diventata nonna. Per 61 anni ininterrotti sono stata nel mondo della scuola. A tre anni sono entrata all’asilo, cosa molto rara per quei tempi, ho insegnato per 20 anni e per 20 anni sono stata dirigente scolastica.

Direi che per me è proprio il momento di cambiare aria per dar vita a nuovi progetti, finché ho l’energia e la determinazione per rimettermi in gioco.

Gli ultimi 10 anni li ho passati in questo Liceo. Quando mi presentavo agli open day iniziavo sempre con questa frase: “SONO ORGOGLIOSA E ONORATA DI DIRIGERE QUESTO LICEO, UN’ECCELLENZA DELLA SCUOLA FIORENTINA E ITALIANA” Questo è il primo motivo per cui vi ringrazio, per averci creduto e per aver realizzato con me questo progetto con la P maiuscola.

Credo nella scuola profondamente, penso che sia il luogo e il tempo in cui certi valori possono essere trasmessi ai bambini, agli alunni, agli studenti, e questo a dispetto delle storture, dalla burocrazia, dalla incompetenza di ministri e annessi, della pandemia. In questi anni ho cercato di realizzare quello in cui credo, ovviamente ci sono riuscita solo in parte, ma ce l’ho messa tutta, credetemi.

L’altro giorno una mia docente di fisica mi ha regalato un giocattolo, “l’equilibrista” e mi ha detto “questa sei tu, o quello che sei stata fino adesso”: mai paragone è stato più azzeccato. Il mestiere del dirigente scolastico è veramente un gioco di equilibrio tra tante forze che gravitano nello stesso punto: gli studenti, i loro genitori, i docenti, la segreteria, gli ATA, le Istituzioni, la normativa, il Covid, la stampa… ogni tanto si batte delle sonore boccate, ogni tanto si vola…

Mi ha sempre attratto e incuriosito la conoscenza dell’animo umano, la sua imperscrutabile profondità, la varietà delle sue sfaccettature e provo sempre a entrare in sintonia con le persone (non sempre con successo) per creare un legame di stima e rispetto, che si sviluppa e si consolida nel tempo attraverso la conoscenza reciproca delle proprie potenzialità e dei propri limiti, mentre si lavora sul campo.

Per carattere, in ogni ambiente in cui mi trovo, sia che si tratti di lavoro, di studio, di vacanza o di gioco cerco sempre di favorire un clima sereno per le persone che si relazionano con me; penso che questo sia fondamentale per il successo di qualsiasi progetto, grande o piccolo che sia, fare di tutto per star bene per quanto possibile.

Sono fermamente convinta che sia proprio questa la priorità assoluta di un “capo”, creare un ambiente sereno e un clima collaborativo. E questa è stata la direttrice che mi ha guidato.

Questi anni sono stati intensi, pieni di sfide, di tensioni, di soddisfazioni, di gratificazioni. Ho conosciuto persone eccezionali, insegnanti eccezionali, ATA eccezionali.

Molti di voi mi hanno accompagnato per tutto il tempo, altri hanno lasciato questo percorso prima di me, ma in ogni caso abbiamo costruito, più o meno faticosamente, un progetto insieme, abbiamo condiviso tanto, ci siamo arrabbiati, stressati, abbiamo esultato, ci siamo annoiati, ci siamo incartati, ci siamo compiaciuti e, perché no, pavoneggiati in alcune occasioni, siamo andati avanti rimettendoci in gioco ogni volta.

Con molti di voi si è sviluppato un legame profondo di rispetto e stima, nella consapevolezza che l’accoglienza porta sempre all’arricchimento reciproco. Con molti di voi è nata un’amicizia sincera, che, quando le contingenze ci porteranno su strade diverse, rimarrà comunque indelebile nei nostri cuori se non nella nostra memoria. Abbiamo condiviso momenti di felicità per matrimoni, nascite, diplomi e lauree, abbiamo condiviso dolore e sofferenza per malattie, separazioni e perdite difficili da accettare, abbiamo gioito sperato lottato pianto.

In questo momento transitano nella mia mente alcuni che non fanno più parte di questo Collegio, ma che sono stati determinanti per la mia storia e perché questa scuola potesse essere un luogo di crescita umana e culturale.

E voi, che siete ancora qui. Mi piacerebbe nominarvi per ringraziarvi uno a uno ma so che non reggerei emotivamente: se avete qualche minuto passate da me nei prossimi giorni così ci possiamo salutare e così vi posso ringraziare personalmente.

Vi affido i miei ragazzi.

Lo sapete, io li adoro, nella loro genialità e nella loro stupidità giovanile, nella loro birbonaggine e nella loro generosità, nella loro trasparenza e nella loro turbolenza, nella loro spontaneità e nella loro timidezza, nella splendida fatica che fanno a crescere.

Sono davvero convinta che questo Liceo sia una bella realtà nel panorama della scuola italiana, un bell’esempio di comunità educante, per usare un linguaggio molto in voga in questo momento. La realtà è che qui ci sono dei professionisti eccellenti, persone profonde, donne e uomini che hanno un progetto comune e che si spendono e faticano per realizzarlo, che credono nel loro lavoro e amano i loro studenti, che sono anche i miei.

Li lascio nelle vostre buone mani.

Negli ultimi anni si è formato un gruppo molto affiatato di docenti, lo staff, in grado di gestire una realtà complessa come questa, in un modello organizzativo quasi perfetto. Sono persone di grande sensibilità e intelligenza emotiva, che mi hanno affiancata e che si sono spesi senza mai risparmiarsi nella gestione della quotidianità in una situazione resa folle dalla pandemia.

Grazie Alba coraggiosa e battagliera ogni giorno a gestire l’ordinario e la quotidiana emergenza con sagacia e disponibilità assoluta

e grazie Giovanni e Gianluca ed Emanuela e Patrizia e Lapo e Giovanni Battista: mi sono arricchita lavorando al vostro fianco, ci siamo sorretti e stimolati a vicenda…che infinita risorsa di conoscenza è l’animo umano!

Con questo staff e la disponibilità e la collaborazione di tutti voi a settembre inizierà una nuova avventura, IN BOCCA AL LUPO! (crepi o viva, la scelta è vostra).

La vostra preside

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