Nino Cerruti se ne è andato il 15 gennaio scorso, lasciando un vuoto immenso nel campo della
moda, un vuoto che non sarà possibile colmare.

Lo stilista e imprenditore, nato a Biella il 25 settembre 1930, da una famiglia di
industriali tessili, inizia il suo percorso professionale abbandonando gli studi di
giornalismo e filosofia per dedicarsi all’attività del padre, morto nel 1950. Continuando
la tradizione familiare, inizialmente, si concentra in maggior modo sulla ricerca di
tessuti, spostando poi l’attenzione sul design. Grazie alla sua determinazione riesce,
nel 1957, a presentare la sua prima linea di vestiti, chiamata Hitman a Milano, una
delle città più importanti in ambito stilistico. Dopo questo fondamentale evento la sua
carriera si espande a livello mondiale, ottenendo sempre più riconoscimenti. Nel 1962
decide di collaborare con Osvaldo Testa progettando così il marchio Flying Cross. Circa
a metà degli anni Sessanta, entra in contatto con altri stilisti destinati ad un futuro
radioso. In particolare, dedicandosi al suo Lanificio Fratelli Cerruti, assume Giorgio
Armani
come dipendente. Nel 1967 riesce ad aprire la sua prima boutique Cerruti 1881
(il nome è ispirato all’anno di fondazione dell’azienda familiare), situata a Parigi, altra
città di riferimento mondiale per la moda. Pochi anni dopo lancia sul mercato la
cosiddetta “giacca decostruita” (o destrutturata), un capo di abbigliamento simbolo di
eleganza, classe e ricercatezza nonostante la sua semplicità, che assumerà
un’importanza notevole nella vita di tutti i giorni delle persone. Negli anni Settanta,
con lo scopo di far conoscere il suo brand a livello internazionale, stringe accordi con
il Giappone e gli USA. Sempre in questi anni aggiunge la linea donna, che però
rappresenterà solo il 20% del fatturato totale dell’azienda, e avvia la produzione di un
profumo da lui ideato, chiamato “Nino Cerruti”. Negli anni Ottanta dà spazio a nuovi
progetti focalizzati sul mondo dello sport, specialmente in quello dello sci e del tennis,
concentrati a creare indumenti comodi e adatti, che verranno reclamizzati da atleti
famosi, come il tennista Jimmy Connors. Ma il marchio raggiungerà il suo massimo
livello grazie al ruolo che assumerà diventando designer ufficiale della Ferrari e in
particolare della Formula 1. Negli anni seguenti l’azienda diretta da Nino Cerruti
produrrà altri profumi rinomati (“Cerruti Image” in versione sia femminile che
maschile, “Cerruti 1881 Pour Homme“, “Cerruti 1881 Pour Femme“) e aprirà nuovi
negozi a Hong Kong, in Cina, in Indonesia, in Thailandia e, nel 1998, a New York. Nel
2000, Cerruti verrà nominato dal Presidente della Repubblica Cavaliere del Lavoro.
Infine nel 2010 il marchio Cerruti 1881 sarà venduto, portando lo stilista a lavorare
esclusivamente per il Lanificio Fratelli Cerruti di cui diventerà presidente e che
parteciperà numerose volte alla creazione di abiti destinati ad apparire in vari film,
come American Psycho e Pretty Woman.
La carriera di questo brillante imprenditore si conclude all’età di 91 anni, a causa di
problemi medici successivi a un’operazione all’anca. La morte di Nino Cerruti
rappresenta indubbiamente una perdita per il nostro paese e per la
comunità della moda nazionale e internazionale.

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