20 Gennaio 2017, Washington DC. Di fronte a una discreta folla radunata a Capitol Hill, Donald Trump giura sulla stessa copia della Bibbia già usata da Abraham Lincoln, diventando ufficialmente il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Nel suo discorso, Trump si rifà e tiene fede ai cavalli di battaglia con cui si è imposto sulla Clinton durante le elezioni.

“Cosa importa veramente non è quale partito controlli il nostro governo, ma che sia controllato dalle persone.   Il 20 gennaio ’17 sarà ricordato come il giorno in cui le persone diventavano nuovamente sovrani di questa nazione” – un discorso improntato sull’unità della nazione e sul patriottismo quello del neopresidente e che si rivolge a tutti i partiti. Due sono le regole che seguirà Trump: compra americano e assumi americano.

Il presidente inizia ringraziando i suoi predecessori – Carter, Clinton, Bush, Obama – e non solo: non dimentica i suoi compagni americani e tutte le persone del mondo. “Noi, cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo ora riuniti nel gran tentativo di ricostruire la nostra nazione. Insieme determineremo il corso dell’America e del mondo per molti, molti anni a venire.” Un messaggio di speranza studiato per “fare colpo” sugli americani, ma con una critica implicita alla politica precedente.

Mentre a Capitol Hill si celebra l’inaugurazione, nel resto della città migliaia di manifestanti si danno a proteste più e meno pacifiche contro l’insediamento di Trump e la sua politica, in difesa soprattutto della sanità pubblica (l’abrogazione dell’ Affordable Care Act, il cosiddetto Obamacare, era infatti una delle promesse elettorali del presidente) e dei diritti delle donne e non solo. A Washington DC l’attrice Scarlett Johansson ha detto “Presidente Trump, io non ho votato per lei. Ma la riconosco come presidente eletto e voglio essere in grado di supportarla, prima però chiedo che lei supporti noi” in occasione della Women’s March che si è tenuta un po’ in tutte le più importanti città del mondo (Firenze inclusa) il 21 gennaio.

Ma chi è e da dove viene il nuovo presidente?

Donald J. Trump nasce nel 1946 a New York, quarto figlio del facoltoso investitore immobiliare Fred Trump. Frequenta l’università della Pennsylvania (la Wharton School) e nel 1968 consegue il diploma in Economia. Successivamente riceve dal padre un “piccolo” prestito di un milione di dollari per entrare nel business immobiliare e diventa socio della compagnia di famiglia Elizabeth Trump & Son, poi ribattezzata The Trump Organization nel 1971. Durante la sua carriera Donald costruisce, rinnova e gestisce numerosi hotel, grattacieli (tra cui la famosa Trump Tower), Casinò e campi da golf. Non tutti i suoi progetti decollano: alcuni (tra i primi almeno quattro) finiscono in bancarotta e falliscono.

Mr. Trump costruisce un impero anche nel campo dell’intrattenimento. Dal 1996 al 2015 è uno dei proprietari dei concorsi di bellezza Miss Universe, Miss USA e Miss Teen USA. Nel 2003 debutta in TV con The Apprentice, reality show della NBC in cui i concorrenti mettevano alla prova le loro abilità di manager al fine di ottenere un contratto con la sua azienda multimiliardaria. Ha anche scritto svariati libri.

Donald si è sposato tre volte. Sposa la sua prima moglie nel 1977, la più famosa delle tre, è Ivana Zelnickova una atleta e modella ceca, da cui ha avuto i tre figli Donald Jr, Ivanka and Eric (che oggi aiutano nella gestione della Trump Organization, di cui è ancora il capo) per poi divorziare nel 1990. Marla Maples, da cui avrà la figlia Tiffany, è sua moglie dal 1993 al 1999. Dal 2005 è legato alla first lady Melania Knauss. La coppia ha un figlio, Barron William Trump.

Mostra interesse nel candidarsi presidente per la prima volta nel 1987. Solo nel giugno del 2015 Mr Trump annuncia ufficialmente la sua corsa alla casa Bianca. Il resto della storia si sa: la macchina del successo non si è mai arrestata, giungendo infine al cuore dell’America, che lo ha assunto come quarantacinquesimo presidente.

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