Anche per quest’inverno la sessione di trattative si è conclusa regalandoci però, a differenza degli anni precedenti, poche sorprese. E’ stato un mercato fiacco, caratterizzato soprattutto dalla paura delle grandi squadre italiane di poter perdere i propri pezzi pregiati destinazione Cina. Eh sì, perchè i nuovi paperoni del calcio moderno arrivano proprio dall’estremo oriente dove, negli ultimi anni, la passione per il pallone è cresciuta in modo esponenziale.

I veri “colpi” infatti sono stati quelli delle società che hanno saputo resistere alle tentazioni dei milioni cinesi, come hanno fatto la Fiorentina con Kalinic e la Roma con Dzeko. In Italia quindi si è badato più a conservare che allargare le rose dei club, anche se alcuni direttori sportivi sono riusciti comunque a portare a casa buoni giocatori o promesse per il futuro.
E’ quest’ultimo il caso dell’Inter che grazie a una politica riformatoria e i soldi del patron cinese Suning è riuscita a liberarsi degli onerosi ingaggi di Jovetic, Felipe Melo e Ranocchia e a investire nel futuro. Roberto Gagliardini, arrivato dall’Atalanta per 28 milioni di euro, è il colpo da novanta del mercato italiano date le sue brillanti doti tecniche unite alla sua giovane età.
Tra le squadre che hanno operato meglio va inserita anche l’Atalanta che ha incassato milioni fumanti dalle cessioni di Caldara, Sportiello e lo stesso Gagliardini. La squadra di Gasperini non esce dal mercato ridimensionata però, dato che l’ossatura del tecnico nerazzuro non è stata intaccata. Restando in Lombardia, l’altra sponda della Madonnina ha perso il derby di mercato con i cugini interisti anche se il DS Galliani è riuscito ad accaparrarsi due giovani esterni offensivi come Deolofeu e Ocampos.
La linea di comportamento dell’Inter è stata seguita anche dalla Juventus che, nonostante non abbia fatto acquisti altisonanti, si è aggiudicata prossime stelle del calcio italiano come Orsolini dall’Ascoli e il sopracitato Caldara.

Se al nord  tutte le big hanno ottenuto valutazioni sopra la sufficienza, le capitali del calcio del meridione piangono invece per la loro scarsa campagna acquisti… A partire dalla Roma che non è andata oltre l’acquisto di Grenier, centrocampista esperto ma poco promettente dal punto di vista fisico, passando dalla Lazio che… non ha comprato nessuno, fino ad arrivare al Napoli, per cui  vero colpo di mercato è stata la cessione di Gabbiadini in Inghilterra per 20 mil. I partenopei in realtà avrebbero operato anche sul fronte delle entrate con l’acquisto del centravanti ex Genoa Pavoletti ma il rientro post infortunio del bomber Milik e lo straordinario momento di forma di Mertens lasciano intravedere poco spazio all’orizzonte  per il numero 9 livornese negli schemi di mister Sarri.

Nonostante lo scettismo generale dei tifosi e il discontinuo cammino in campionato, il DS della Fiorentina Pantaleo Corvino ha lasciato tutti a bocca aperta. Negli ultimi anni (sotto la gestione Pradè) il mercato della squadra viola era stato spesso caraterizzato dall’arrivo a Firenze di calciatori stranieri e i più sconosciuti, che poi non avrebbero sfigurato con le loro prestazioni in campo ma sicuramente suscitavano pessismo nei tifosi. In questo mese invece la squadra gigliata ha portato a casa solo giocatori italiani, giovani e per lo più promettenti, alcuni già affermati nella massima serie e altri nuovi innesti per un futuro prossimo. Parliamo di Saponara e Sportiello, uno fantasista ex Empoli richiestissimo da tutte le big d’Italia e non solo e l’altro, portiere , cresciuto nel vivaio dell’Atalanta sotto gli insegnamenti dei migliori allenatori dei vivai nazionali. Due nomi che sicuramente hanno sorpreso i volti dei tifosi viola anche per il modo in cui sono arrivati: per il primo si tratta di un prestito biennale con riscatto fissato a 10 milioni mentre per il secondo stessa formula con riscatto a 5. Veri e propri colpi di mercato quindi sia dal punto di vista tecnico che da quello economico. Ma non è finita qui, perchè i dirigenti viola hanno strappato dalle grinfie del Bari due baby talenti del calcio italiano: Scalera e Castrovilli. Inizialmente si aggregheranno alla primavera ma si pensa che già dal prossimo anno potremo vederli in prima squadra.

Dopo un mese di lunghe trattative, siamo arrivati alla conclusione che non c’è, o perlomeno è difficile, assegnare il titolo di regina del mercato a una delle sette big d’Italia ma ci sentiamo di dire che, con la sua campagna di “italianizzazione” e ringiovanimento della rosa, la Fiorentina si è aggiudicata l’oscar come miglior squadra non-protagonista.

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