A volte ritornano. E a volte si portano dietro quattrocento anni di storia musicale, compressi e sparpagliati in quasi una cinquantina di citazioni – quarantasette, a voler essere precisi, che è un numero quasi da Guinness.

È quello che accade in questi giorni al teatro Goldoni di Firenze (in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino e la Scuola di Musica di Fiesole), dove un mostro di opere con fattezze che ricordano quelle del Frankenstein di Mary Shelley si appresta a marciare sul palcoscenico.

Una bella sfida per gli strumentisti dell’OGI (Orchestra Giovanile Italiana) diretti del maestro Nicola Paszkowski: non solo i ragazzi, che militano nelle file dell’orchestra solo da pochi mesi (il corpo si rinnova annualmente), dovranno avere da subito a che fare con il territorio insidioso dell’opera, ma con un vero e proprio patchwork di opere che vanta salti acrobatici da un compositore all’altro e testi e partiture spaiati.

Un’occasione d’oro per artisti in formazione, certo, ma non solo. Allo spettatore si offre un pacchetto formato convenienza di cronaca musicale dalla nascita del melodramma in avanti, tutta comodamente condensata in un unico atto.

È vero che non può e non deve sostituire le versioni integrali, ma poi chissà. Magari per qualcuno riuscirà ad essere quella scintilla che accende la miccia: è questo che si augura il duo di librettisti, Andrea Stanisci e Gabriele Duma, che il loro mostro sia il primo amore che procuri all’opera qualche nuovo adepto in un periodo di crisi del settore.

Insomma, un pastiche subdolamente didattico (ma non troppo) e apertamente giocoso, che si prende la libertà di scherzare con la “seriosa” opera… ma si sa, a Carnevale ogni scherzo vale.

Repliche

Mar 21 febbraio, ore 10:00

Mer 22 febbraio, ore 10:00

Gio 23 febbraio, ore 10:00

Gio 23 febbraio, ore 20:00

Sab 25 febbraio, ore 16:30

Dom 26 febbraio, ore 16:30

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