Firenze, area ex gasometro all’altezza dei giardini di Via dell’Anconella: la situazione, che va avanti – purtroppo – da diversi anni, è ulteriormente peggiorata, tanto da mettere a serio rischio la sicurezza dei cittadini, soprattutto quelli più piccoli. Da due settimane circa il degrado al mattino è sempre più dilagante: sporcizia, cartoni, birre abbandonate, coperte e siringhe sono pane quotidiano. Tanti senzatetto e tossicodipendenti si recano qui, ignari di tutto e di tutti; c’è chi dorme completamente nudo nei giochi per bambini, chi invece ha la faccia tosta di bucarsi sotto gli sguardi dei passanti. “Oltre” a questo, come testimoniano i residenti, la sera è diventato difficile persino dormire: liti e schiamazzi per accaparrarsi il miglior posto all’interno del giardino. Per non parlare poi di accattonaggio e parcheggiatori abusivi, di cui la zona pullula. Questa la situazione descritta e ampiamente documentata dai cittadini con foto e video pubblicati anche sul gruppo facebook “Abusivismo e Degrado Firenze” dalla cittadina Francesca Lorenzi. Nella serata di venerdì 29 luglio poi, alcuni consiglieri cittadini tra cui un consigliere del Quartiere 1 di Forza Italia, Alessandro Delfino, e uno del movimento 5 Stelle, Gabrio Evi si sono recati personalmente assieme ad alcuni cittadini a verificare la situazione. Tra questi anche Maurizio Martigli, noto attivista locale resosi protagonista di numerose manifestazioni anti – degrado , il quale ha espresso anch’esso la propria opinione in merito tramite video in diretta sui social. I consiglieri appena hanno visto che all’interno di uno dei giardini sul Lungarno Santa Rosa si erano accampate due persone hanno chiamato le forze dell’ordine. Sul posto sono arrivate due pattuglie della polizia e due della polizia municipale che hanno invitato i due uomini ad andare via. “Purtroppo alle 2 erano di nuovo lì” dice Francesca.  Erano stati invitati anche il presidente del Quartiere 1 (Centro Storico), Maurizio Sguanci, e quello del Quartiere 4 (Isolotto- Legnaia), Mirko Dormentoni, ma non hanno partecipato. I cittadini, oltre a portare alla luce personalmente il problema, avevano proposto loro stessi soluzioni valide al fine di migliorare la situazione e riportare il tutto entro i limiti della vivibilità. Proposte però tutte quante bocciate, senza un motivo preciso e, soprattutto, senza una valida e migliore alternativa. Si era chiesto all’amministrazione di chiudere il parco la sera; di fronte alla risposta che non c’erano i soldi per farlo si erano proposti allora di fare una colletta per sistemare i cancelli ma la loro idea non è stata accolta. Un residente, che lavora per un’azienda che offre servizi di sicurezza, aveva infine acconsentito a mandare gratuitamente una guardia giurata a controllare la zona ogni notte ma anche questo suggerimento non è piaciuto. Incredibile ma vero. La negligenza delle istituzioni è ciò che più desta la rabbia dei cittadini visto che, nonostante le promesse, non si è mai fatto nulla per porre fine a questo scempio. Alcuni residenti si sono rassegnati ormai da diverso tempo: è il caso di Leonardo, che tutte le mattine, “armato” di sacchi e guanti fa il giro dei giardini per raccogliere le siringhe buttate a terra, vestiti e anche feci umane. “Ogni mattina io e un’altra persona raccogliamo le siringhe che la notte vengono lasciate nel parco del Gasometro dove vanno a giocare i bambini. L’altro giorno ne abbiamo trovata una rivolta verso l’alto.” Questa la sua testimonianza. Noto a tutti il caso della bambina di cinque anni punta la scorso 12 luglio da una siringa al Parco Vogel in Via Canova. Ricoverata poi in ospedale, dovrà attendere ancora qualche mese per scongiurare il pericolo di aver contratto una malattia infettiva. Inutile dire quindi come tali fenomeni debbano essere totalmente contrastati e sconfitti. “E’ pericoloso per tutti” continua poi Francesca. “La ludoteca che è presente all’interno del parco non avrebbe organizzato i centri estivi per i bambini perché i genitori temevano per l’incolumità dei loro figli.” Tanta paura e tanto sconforto sui volti dei cittadini, delusi e provati non solo dal costante declino della zona, ma anche dal comportamento negligente di chi queste cose è pagato ed è chiamato a risolvere.

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