A ben quarantasette anni dalla sua uscita ecco che torna in versione teatrale  il film che negli anni ’70 fece tanto scalpore : “La classe operaia va in paradiso” che andrà in scena dal 27 Febbraio al 4 Marzo al Teatro La Pergola di Firenze; una produzione ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione.  Film drammatico di Elio Petri e Ugo Pirro, vincitore di numerosi premi, riprendeva quelli che sono stati i pensieri, le tematiche e le lotte politiche degli ultimi decenni del Ventesimo secolo. Protagonista della pellicola è il lavoratore stakanovista Ludovico Massa , per gli amici Lulù (interpretato dal grande Gian Maria Volontè), operaio presso la fabbrica B.A.N. da 15 anni. Esempio del lavoratore  a cottimo, grazie ai suoi guadagni riesce a guadagnare abbastanza da permettersi una vita più che dignitosa nonostante debba mantenere le sue due famiglie (quella da cui si è separato con il  divorzio e quella attuale).

Dopo un infortunio, dove perde un dito, Ludovico apre gli occhi e si accorge di non avere nient’ altro che il suo lavoro su cui si basa la sua intera vita. Cambia totalmente opinione e aderisce alla protesta studentesca e dei lavoratori, ma in breve tempo si ritrova con ancora meno di prima: abbandonato dalla compagna, senza lavoro e lasciato solo sia dal corpo studentesco che da quello operaio. Fortunatamente però grazie al sindacato riottiene il lavoro e il film termina con Lulù che racconta ai colleghi di un sogno simboleggiante la liberazione della massa operaia dall’ oppressione dei “Signori”.

“Noi abbiamo agito molto sulla drammaturgia, trasformando alcune sequenze del film in racconti, quindi in monologhi, più che in dialoghi diretti.” E’ cosi che Claudio Longhi, regista della versione teatrale, parla del passaggio da cinema a teatro cercando di risolvere le difficoltà di questo genere di adattamento. Infatti il principale problema che ci trova davanti quando si va incontro è il riprodurre gli effetti che solo il cinema e la tecnologia possono offrire. “Tutte le volte che si prova a trasportare un film in una versione teatrale ci si scontra con varie difficoltà perché il cinema è molto diverso dal teatro. Si tratta di un linguaggio eminentemente visivo, mentre il teatro che ho sempre praticato usa fondamentalmente la parola.” Così ancora Longhi.

Lo spettacolo (scritto da Paolo Di Paolo) che si basa appunto sul film di quasi mezzo secolo fa, riapre una discussione sul lavoro, argomento più che attuale che implicitamente chiama in causa la sicurezza sul luogo d’ occupazione, il tasso di disoccupazione giovanile altissimo e i contratti di lavoro che permettono di licenziare dipendenti senza alcun problema. Certo la situazione è ben diversa da quella degli anni ’70 ma sicuramente alcuni problemi persistono tutt’ora e ripensare a ciò che si fece a quel tempo   può aiutare molto a comprendere i problemi  di adesso. Anche il “Paradiso” tanto ambito dalla classe operaia di ieri è cambiato rispetto a quello di oggi. L’ onda rivoluzionaria si è fermata col tempo, come poteva era stato predetto nella scena finale del film e la stessa parola Rivoluzione ha perso il suo spessore; stessa fine che ha fatto  la parola operaio che possiamo dire non appartenga più al nostro lessico.

 

27 febbraio – 4 marzo | Teatro della Pergola

(ore 20:45; domenica ore 15:45)

ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione

LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

liberamente tratto dal film di Elio Petri (sceneggiatura Elio Petri e Ugo Pirro)

di Paolo Di Paolo

con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Franca Penone, Simone Tangolo, Filippo Zattini

scene Guia Buzzi

costumi Gianluca Sbicca

luci Vincenzo Bonaffini

video Riccardo Frati

musiche e arrangiamenti Filippo Zattini

regista assistente Giacomo Pedini

assistente alla regia volontario Daniel Vincenzo Papa De Dios

regia Claudio Longhi

 

Durata: 2 h e 30 minuti più intervallo.

 

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