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Anonimo sin dal principio, l’artista noto solo come Banksy, maggior esponente della street art ( forma d’arte manifestata al pubblico in vari modi: sculture,graffiti proiezioni video ecc.) arriva anche a Firenze con una mostra intitolata BANKSY This is not a photo opportunity, organizzata da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli e dedicata a lui e alle sue 20 opere più famose e significative , esposte a Palazzo Medici-Riccardi dal 19 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019.

L’artista , originario di Bristol, mostra come con umorismo e satira si possano rappresentare tematiche molto serie di radice politica, economica e sociale. Ci basta pensare ad una delle sue opere più conosciute , il così detto Flower Thorwer (lanciatore di fiori) dove è rappresentato un ragazzo impegnato in uno scontro attivista che ha in mano, al posto di un qualsiasi oggetto pericoloso da poter lanciare, un mazzo di fiori, simbolo per eccellenza di pace e speranza. Da notare inoltre, che quest’ultimo è l’unica parte dell’opera a colori, in contrasto col restante bianco e nero.

Il suo modo caratteristico consiste in atti di protesta pacifici, come quelli lungo il muro di separazione israeliana costruito da Israele in Cisgiordania. Lungo il perimetro sono presenti molti graffiti che hanno come protagonisti bambini che cercano di passare oltre la barriera, o di creare un varco con secchiello e paletta, oppure, ormai scoraggiati, si rassegnano ad ammirare ciò che si trova al di là delle mura, che consiste in paesaggi meravigliosi come spiagge tropicali o cieli azzurro intenso, realizzati con la tecnica “trompe l’oeil”. Essa è utilizzata nella pittura e ci induce ad osservare, mediante l’uso del chiaroscuro e della prospettiva, ciò che abbiamo davanti come se fosse un’immagine tridimensionale.

Al termine dell’esposizione  un video molto interessante che rappresenta un’asta a Londra di un altro dei suoi lavori più famosi, “The balloon girl”, per una cifra sopra il milione di sterline. Come “dispetto”, poco dopo la vendita la tela ha iniziato lentamente a scivolare verso il basso, dove poi la cornice che la conteneva ha provveduto a distruggerla tramite una sorta di trita documenti interno. Ma la compratrice non si è lasciata abbattere e, nonostante la beffa dell’autore, ha deciso comunque di tenere con sé quel quadro-suicidio, del quale è stato poi rivalutato e raddoppiato il prezzo.Riflettendoci un momento, non conosciamo quasi nulla di questo pioniere della street art: c’è chi formula ipotesi che si tratti di un singolo individuo, chi invece che a portare avanti il suo nome sia un gruppo di più persone. Ma una cosa la sappiamo tutti : Banksy vive e descrive la realtà come essere umano. Una dimostrazione è data dal commovente murales realizzato sulle porte del Bataclan, dove è raffigurata una donna in lutto, in memoria delle vittime dell’attentato di Parigi del novembre 2015. Purtroppo però, per tutti coloro che avrebbero voluto ammirare con i propri occhi questo murales, converrà cambiare idea poiché esso è stato rubato, suscitando l’indignazione popolare di Parigi. I ladri avrebbero agito di notte, portandosi via l’intera porta:  insieme a essa, una speranza di ritrovare la pace per tutti i cittadini in lutto.

  “L’essenza stessa dell’arte urbana è quella di dare vita a un’opera in un luogo significativo, come era il Bataclan per Banksy” dichiara l’organizzazione del teatro.