Il teatro dovrebbe essere ciò che il teatro non è. La presentazione della stagione 2019/2020 del teatro della Toscana nel rinomato palcoscenico fiorentino della Pergola, avvenuta nei giorni scorsi, si apre con uno spettacolo dai protagonisti molto particolari: i giovani attori della scuola Orazio Costa. È a questo che si lega il nome del nuovo ciclo di spettacoli: Mutazioni. Nove prime nazionali e tredici produzioni per gli spettatori della Pergola, del Mila Pieralli di Scandicci e dell’Era di Pontedera.

Durante l’intero evento sono intervenute diverse autorità e noti nomi dello spettacolo.

Marco Giorgetti, direttore del teatro, per aprire le danze, dà la parola al neonominato assessore alla cultura Tommaso Sacchi, socio fondatore del progetto che si è soffermato sul ruolo della città nell’universo del teatro: “Firenze è stata, è e rimarrà il grande luogo accogliente per il mondo della cultura”. Gabriele Gori, direttore della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, sottolinea il coraggio dell’istituzione nell’intraprendere il percorso del progetto.

Il teatro come simbolo della regione Toscana è stato esaltato anche da Matteo Franconi, sindaco di Pontedera, sede del Teatro Era, dove avranno luogo quattro prime nazionali.

È la volta dei personaggi dello spettacolo. Si parte con Glauco Mauri, attore e regista teatrale, che ha raccontato le varie vicissitudini e divertenti vicende che l’hanno portato a interpretare il Re Lear di Shakespeare. Applauditissimo e molto apprezzato dal pubblico.

Nella mente degli spettatori sono tornati Eduardo e Luca De Filippo grazie all’intervento di Carolina Rosi , figlia del grande regista Francesco Rosi e vedova di Luca, nonchè presidente della Fondazione EDuardo de Filippo e direttore artistico de La Compagnia di teatro di Luca De Filippo.

I giganti della montagna di Luigi Pirandello, in scena dal 24 ottobre al 3 novembre 2019, è diretto da Gabriele Lavia, attore, regista e sceneggiatore, secondo il cui pensiero l’opera del maestro siciliano non è incompiuta, ma semplicemente un capolavoro compiutissimo.

Della fase inaugurale fanno parte anche lo spettacolo diretto da Maurizio Scaparro, Memorie di Adriano, con un grande attore, Pino Micol e Emily Dickinson, Vertigine in altezza di Valeria Moretti con Daniela Poggi, regia di Emanuele Gamba. Interessante tentativo di riportare al centro la poesia e i suoi valori.

Ritornano i De Filippo con lo spettacolo Non è vero ma ci credo, in scena dal 17 al 22 marzo 2020, che vede come protagonista il grande attore Enzo Decaro, che ha incuriosito il pubblico con le storie della famiglia napoletana.

Dal 12 al 17 novembre 2019 viene presentato il Misantropo con Giulio Scarpati, regia di Nora Venturini. Entrambi sottolineano l’importanza del rendere uno spettacolo di secoli passati molto attuale e moderno. Sempre collegato alle nuove generazioni.

La ciliegina sulla torta è l’intervento di Giuliana De Sio, protagonista di Le Signorine insieme a Isa Danieli. Spettacolo che mette a confronto le diverse personalità delle due donne.

L’evento ha la sua fine e il suo culmine con la novità della nascita della scuola dei giovani della Pergola. Solo l’inizio di un lungo e innovativo percorso.

Tante produzioni e coproduzioni ricercano la qualità artistica attraverso i nomi di artisti riconosciuti a livello nazionale, con uno sguardo internazionale rivolto alle eccellenze europee. E si comincia proprio da un’esclusiva per l’Italia: Isabelle Huppert interprete per Robert Wilson in Mary Said What She Said di Pinckney (11-13 ottobre). Poi, Gabriele Lavia dirige e interpreta I giganti della montagna di Pirandello (24 ottobre-3 novembre). Maurizio Scaparro riallestisce con Pino Micol Memorie di Adriano di Yourcenar (5-10 novembre). Emanuele Gamba dirige Daniela Poggi in occasione di Emily Dickinson – Vertigine in altezza di Valeria Moretti (22-30 novembre). Roberto Andò dirige Gianfelice Imparato e Carolina Rosi in Ditegli sempre di sì di De Filippo (27 dicembre-5 gennaio). Glauco Mauri e Roberto Sturno sono guidati da Andrea Baracco in Re Lear di Shakespeare (10-19 gennaio). Claudio Longhi affronta Elias Canetti ne La commedia della vanità (18-23 febbraio). Ferzan Özpetek porta a teatro le sue Mine vaganti (31 marzo-5 aprile). Quanto al ricambio generazionale attraverso il rapporto giovani/maestri, foriero di una nuova modalità produttiva, I Nuovi – Giovane Teatro della Toscana sono impegnati in un percorso di approfondimento e indagine con Giancarlo Sepe, che porta a ridare vita al suo storico The Dubliners da Joyce (14-19 aprile; 28 aprile-8 maggio).

Molte le ospitalità: classici, riletture, e drammaturgia contemporanea, tra cui Giulio Scarpati e Valeria Solarino, Silvio Orlando, Gigio Alberti e Barbara Bobulova, Renato Carpentieri, Natalino Balasso, Giuseppe Battiston, Giuliana De Sio e Isa Danieli, Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini, Vinicio Marchioni, Daniele Russo e Alessandro Gassmann, Eros Pagni.