Nella prima mattinata di Mercoledì 8 Ottobre, il taglio del nastro da parte del Ministro dell’istituzione Lorenzo Finamonti, dà ufficialmente il via alla terza edizione di Fiera Didacta Italia, evento di rilievo nazionale che riguardante il futuro della scuola e della formazione.

Ad anticipare il taglio del Ministro, la cerimonia d’inaugurazione che quest’anno si e svolta in nome di Leonardo da Vinci, visti i cinquecento anni di ricorrenza dalla sua morte. Ad anticipare i discorsi inaugurativi, una piccola ma molto intensa esibizione dei giovani ragazzi dell’Orchestra Erasmus, molto apprezzato dal pubblico.

Alzato il sipario la prima voce che prende il microfono è quella di Paola Concia, Coordinatrice del Comitato organizzatore di Didacta, ringraziando le varie istituzioni presenti e cedendo subito la parola al moderatore della cerimonia, il giornalista Corrado Zunino che pure dà il benvenuto a tutti e spiga cosa è Didacta: cioè una fiera del sapere, delle sue origini origini tedesche, che ad oggi si trova a celebrare i cento anni della fiera.

Il primo relatore è naturalmente Leonardo Bassilichi, presidente di Firenze Fiera, che da tre anni ospita nella Fortezza da Basso di Firenze questo grandissimo evento fieristico. Dopo i consueti ringraziamenti e i calorosi benvenuti, Bassiliche esprime due semplici riflessioni. Esalta Didacta come fiera che maggiormente guarda al futuro, qui a Firenze vengono ospitati moltissimi eventi fieristici, alcune anche di livello internazionale se non mondiale e di diversi ambiti dalla moda alla farmaceutica, ma è la scuola quella che più di tutte volge al nostro domani. Ringraziando in primis nostri amici tedeschi, abbiamo cercato di riportare qui in Italia questo evento del sapere, investendo e investendo, proprio perché questo tema ci interessa più in un’ ottica per il futuro che per il presente. Conclude dicendo :” Noi ci impegniamo e ce la mettiamo tutta ma sappiamo anche essere polemici e provocatori. Personalmente vi dico che ho chiamato tanti interlocutori i quali, via via sul giornale dicevano di parlare di scuola ma al momento in cui gli abbiamo proposto di venire per qui per potersi mettere in gioco, beh adesso loro non sono in questa stanza… e se non si lavora su questa ipocrisia, il nostro paese potrà fare molti salti di qualità, ma mai nulla di più importante.

E’ poi il turno del nostro Sindaco di Firenze Dario Nardella. Grato della presenza della delegazione Didacta Germania, il Sindaco descrive questa comunanza fra le due nazione europee come un ponte di connessione fra due culture e due modelli diversi di organizzazione scolastica. Parla anche della nascita di Didacta Italia, quando ormai tre anni fa, Nardella si è incontrato con Leonardo Bassilichi e Paola Concia per riuscire a dare vita ad un sogno: portare nel nostro paese questa fiera che già da più di cinquant’anni ricorreva in Germania. Oggi le fiere stanno riscoprendo un nuovo protagonismo, non solo le persone si muovono da una fiera all’altra, ma anche le fiere ad oggi si spostano, in quanto non solo progetti di promozione ma anche di incontro, riflessione e di approfondimento, innovazione e ricerca che vanno da un paese all’altro. ”Io sono particolarmente orgoglioso che Didacta si sia spostata proprio qui in Italia e a Firenze. Firenze è un simbolo, una città che racconta molto del suo passato, ma che ad oggi è capitale della formazione, qui si trovano più di quarantacinque università americane, l’ istituto di università europeo, cinque centri del CNR, laboratori dove lavorano premi Nobel e molto altro ancora”. Quasi ottantamila persone vengono da fuori per formarsi, e questa fiera completa l’ immagine di una città che guarda al futuro.

La scuola è un mondo che può unire passato e futuro, tradizione e innovazione, simbolo di un paese che rispecchia l’ identità di un paese, lo specchio di un popolo. E per questo, guardando a come Didacta è cresciuta in questi anni si deduce quanto sia in evoluzione lo stato di salute della scuola nel nostro paese. Per concludere Nardella fa riferimento a Mandela, facendo una sua citazione, “Mandela sapeva benissimo quanto l’ educazione fosse la vera chiave di riscatto di un popolo o di una nazione e spesso diceva che l’ istruzione è l’ arma più potente che può cambiare il mondo, educazione significa libertà”.

La parola passa poi a Cristina Grieco, assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Lavoro e Ricerca. Didacta tre anni fa era solo un sogno, un’intuizione poi si e trasformata in una sfida , una scommessa e ma c’è chi comunque ci ha creduto. All’inizio era solo quattro donne di questa città, Cristina Giardi, Paola Concia, Carmela Palumbo (per il MIUR), e la stessa Cristina Grieco che afferma ironicamente di sentirsi come la madre di questa fiera insieme alla altre donne citate. Continua dicendo che Didacta ormai è diventata una scommessa annuale, che incontra sempre il consenso e l’entusiasmo di tutti; una manifestazione che è diventata una realtà che si va consolidando nel tempo sempre di più, un regalo alla scuola di tutta Italia. Sottolineando in conclusione il fatto che questa fiera è il frutto del lavoro di un anno intero, l’assessore ricorda ai presenti l’obiettivo principale di Didacta ovvero quello di mettere in risalto quelle che sono le eccellenze, che ogni scuola offre; visto che spesso vengono solo messi in risalto i difetti e gli aspetti di esse.

La parola passa in fine al ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Lorenzo Fioramonti, che oltre a ringraziare tutti gli studenti, ci tiene a ringraziare i veri protagonisti della fiera: i dirigenti scolastici e tutti i docenti. Il ministro incentra il suo intervento sulla necessità di riflettere sul modo di fare scuola; se si apportano le adeguate modifiche ci sarà la possibilità per gli studenti di vivere in una società diversa. Continua dicendo:”Non è però soltanto la modalità di lavoro che richiede nuove competenze, ma sono le competenze che influenzeranno il lavoro di domani”. Gli studenti infatti, secondo Fioramonti, non devono essere in grado solo di adattarsi ai cambiamenti ma devono essere in grado di guidarli

il ministro ha poi parlato del suo contatto ravvicinato con Nelson Mandela: “Ho conosciuto Mandela direttamente, in ogni posto dove andava la prima cosa di cui si preoccupava era sapere se erano presenti delle scuole”. È infatti la scuola stessa che deve andare dalla comunità e non solo viceversa.

Si è parlato poi delle innovazioni e di ciò che il ministero si sta impegnando a fare per le scuole e gli studenti. Il ministro è intervenuto dicendo che la scuola deve tornare al centro del dibattito politico perchè è il centro di una visione di società. Continua dicendo che al ministero sono state adottate misure per far sì che tutte le scuole non a norma o non in regola per funzionare vengano riportate a norma di legge, è incredibile che un paese del G7 abbia ancora questo tipo di problemi. C’è il rischio però che di fronte a tutti i miglioramenti ci si dimentichi delle innovazioni da apportare alle scuole, bisogna, continua FIoramonti, che nella messa in sicurezza di una scuola venga fuori la scuola del futuro e non quella del passato. Conclude il suo intervento citando una frase di Albert Einstein: “io non insegno ai miei studenti, ma li aiuto a creare l’ambiente in cui imparano da soli”.

A fine inaugurazione, abbiamo avuto la possibilità di porre due brevi domande, ad un Sindaco Nardella disponibile e gentile come sempre. Non possiamo purtroppo dire la stessa cosa per quanto riguarda il ministro dell’istruzione Finamonti che forse causa i troppi impegni ha deciso di non rispondere alle domande del LeoMagazine.

Didacta 2019, un bilancio e un auspicio?

Che Didacta si radichi sempre di più nella città di Firenze, e possa essere sempre di più un luogo dove si riflette, si ragiona e si parla e non solo un luogo dove si vedono cose belle.

Nella campagna per la digitalizzazione delle scuole, a che punto siamo a Firenze?

A dire il vero siamo ad un buon punto, ad esempio abbiamo inaugurato adesso la scuola media Dino Compagni che è la più avanzata d’Italia per quanto riguarda l’ innovazione tecnologica. Abbiamo progetti già realizzati o in via di realizzazione sia in scuole medie che elementari e superiori; le lavagne digitali sono ormai molto frequenti nelle scuole elementari. Andiamo avanti su questa direzione ma d’altro canto sappiamo anche che gli studenti devono saper usare queste nuove tecnologie, il modo in cui si utilizzano è fondamentale e non basta solo disporne.