All’ evento Fiera Didacta Italia, il più importante appuntamento fieristico sul mondo dell’istruzione, non è di certo mancata un’attenzione particolare per l’ambiente così da educare i giovani a non ignorare i cambiamenti climatici ma al contrario, di tenersi informati grazie anche alla scuola. Ad occuparsi dell’argomento, la mattina di Venerdì 11 ottobre, è stata l’associazione LEGAMBIENTE (un grande movimento ambientalista italiano composto da volontari intenti a rendere il nostro futuro un posto migliore), CAMPUSTORE (azienda che si occupa di portare innovazione e tecnologia alle scuole italiane)e UNESCO GIOVANI (associazione che supporta le attività UNESCO (CNI) nel campo dell’educazione, della scienza, della cultura e della comunicazione).
A rappresentare Legambiente è stato Franco Salcuni: membro dell’assemblea nazionale dei delegati di Legambiente e membro del corredamento nazionale Legambiente scuola e formazione (unica associazione italiana professionale di insegnanti ed educatori ambientalisti). Al congresso, Salcuni ha voluto riproporre il manuale di Legambiente “educare all’economia circolare“, pubblicato nel 2017. Cos’è quindi l’economia circolare? Un processo di autogenerazione in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione delle materie prime e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro. Questo nuovo concetto di economia è più produttivo sul piano sociale e più valido nel limitare gli impatti negativi dell’uomo sull’ambiente. Inoltre Franco Salcuni ha condiviso con il pubblico quattro principi per una vita più ecologica:

  1. L’essenzialità è una grande risorsa per l’ambiente e per la creazione di una società giusta: “con ciò intendo che sarebbe opportuno introdurre nella nostra quotidianità il concetto di less is more di modo che si riesca a consumare in modo responsabile e consapevole”
  2. L’utilizzo di un bene non implica necessariamente il suo possesso: “spesso i beni di proprietà privata (come per esempio un’automobile) sono sottoutilizzati pertanto, in alcuni casi, converrebbe farne a meno per evitare nel futuro una massa enorme di rifiuti
  3. La condivisione e la vita in comunità sono alla base della sostenibilità
  4. La cura di beni comuni come obiettivo civico: “tutelare i beni comuni (l’acqua, l’aria, il cibo) permette alla comunità di vivere nel benessere”
    In seguito a prendere la parola è stato Pierluigi Lanzarini, amministratore delegato e fondatore di CampuStore. “Rappresento il mondo dell’industria e della tecnologia; mi occupo di digitalizzare le scuole italiane e apparentemente può sembrare che anche io sia una delle cause del degenero dell’ambiente, ma non è così. Nella mia filosofia di vita personale e poi di imprenditore il tema sull’ambiente è sempre stato prioritario: lavoro con una Startup di New York che permette di utilizzare vecchi computer che abbiano però installato l’ultimo sistema operativo di Google, di conseguenza questi non diventano rifiuti nonostante non siano nuovi modelli, questo è un esempio di economia circolare”. Infine ad intervenire sono state le due giovani ragazze Giulia Tommasi e Chiara Balestri: entrambe fanno parte dell’associazione Unesco giovani (composta da circa 300 ragazzi), nata nel 2015 a supporto della Commissione Nazionale Italiana. Le ragazze hanno spiegato che tra il 2019 e il 2020 l’associazione ha avviato un progetto “agenda 2030” che si è imposta di raggiungere i 17 obiettivi che l’ Onu ha prefissato di completare entro 10 anni.
    E’ chiara l’importanza della collaborazione per far sì che ci sia un cambiamento in positivo, ogni nostro gesto (piccolo o grande che sia) ha un impatto sull’ambiente, per questo è necessario attuare un profondo cambiamento culturale globale e locale che ci renda capaci di individuare soluzioni efficaci.