Alle ore 5:10 del mattino del 6 febbraio 2020, il treno frecciarossa AV 9595 lascia la stazione di Milano Centrale con direzione Salerno ma sfortunatamente non giungerà mai a destinazione. Infatti alle 5:34, nei pressi di Lodi, il treno subisce un deragliamento . Il tragico “risultato” è di 2 morti e 31 feriti, delle 33 persone presenti a bordo. Il più grave tra i feriti ha una frattura alla gamba mentre per le due vittime non c’è stato niente da fare.

Si chiamavano Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo ed erano i macchinisti del treno. Si trovavano nella cabina di manovra posta nella carrozza numero 1 che è stata la prima a ribaltarsi mentre il treno andava a 300km/h. Quest’ultimo si è squarciato completamente come si evince dalla foto e i loro corpi, a causa dei vari urti subiti, sono sbalzati a centinaia di metri dal punto in cui il mezzo si è fermato definitivamente.

Le autorità hanno cercato di ricostruire i vari momenti dell’incidente e sono venuti a conoscenza delle probabili cause: l’ipotesi più accreditata è uno scambio di binari collegato male. Il Procuratore della repubblica di Lodi afferma che “lo scambio doveva essere posto in una certa posizione e così non era“. Verso le 4:45 si erano conclusi dei lavori di manutenzione che erano stati svolti proprio in quel punto fatidico, quindi è stata aperta un’ indagine per comprendere meglio quali attività sono state fatte e in che modo possano essere collegate all’incidente.

Sfortunatamente non è la prima volta che sentiamo parlare di treni deragliati. Negli ultimi anni sono avvenuti ben 13 incidenti e tutti hanno provocato delle vittime. I problemi sono i guasti e i deterioramenti delle reti ferroviarie che nel caso del 12 luglio 2016, nel tratto Bari-Barletta, fa scontrare due treni causando 23 morti e 57 feriti oppure in quello del 25 gennaio 2018 a Pioltello-Limito dove un treno esce dai binari e provoca la morte di 3 persone e 46 feriti.

Sono storie che continuano a ripetersi anche in anni come questi, dove vi è una modernizzazione molto elevata in campo industriale (un esempio lampante è il primo treno a lievitazione magnetica creato in Cina che non ha bisogno di binari ma bensì magneti per viaggiare). In Italia, un macchinario simile non si vedrà ancora per molto tempo quindi bisogna attuare un piano di salvataggio “estirpando il problema dalla radice” cioè i malfunzionamenti, onde evitare altri incidenti.

Binari scollegati, treni non controllati accuratamente, rotaie rotte, chi più ne ha più ne metta, questa è la situazione nel nostro paese e a nome di tutti i cittadini: non possiamo continuare così. Tutto ciò sarebbe evitabile se avvenissero controlli sia dei treni che dei binari più frequentemente o se ci fossero più dipendenti nel campo delle manutenzioni delle reti ferroviarie, nell’ottica di preservare la sicurezza dei viaggi in treno. Dopo tragedie simili, perdere il treno o scoprire che farà 20 minuti di ritardo non ha più alcun valore.

Un altro incidente sul lavoro, altre vite perse a causa di errori altrui. Speriamo di scoprire il responsabile e che venga fatta giustizia nei confronti di Giuseppe e Mario. Sentite condoglianze ai loro familiari e amici.