Fabbriche, ristoranti, bar, negozi… praticamente tutta Italia ha chiuso i battenti dopo il nuovo decreto del 21 marzo, firmato dal Premier Conte la scorsa domenica; infatti si aggiungono tutte le attività produttive non necessarie all’elenco delle chiusure fino al 3 aprile. Sicuramente si tratta di una misura indispensabile, visto l’incremento dei contagi negli ultimi giorni, ma al tempo stesso causerà inevitabilmente ingenti perdite economiche a tutto il settore produttivo industriale e non solo.“Perderemo 100 miliardi al mese. Il 70% del tessuto produttivo italiano chiuderà” avverte Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, ai microfoni di “Circo Massimo” su Radio Capital. A questo si aggiunge la possibilità di contagio dei lavoratori rimasti nelle zone più a rischio, in Lombardia infatti metalmeccanici e chimici hanno annunciato per mercoledì 25 Marzo uno sciopero di 8 ore contro il nuovo decreto.

Cosa succederà dopo la crisi Coronavirus?

È difficile prevedere come evolverà la situazione economica in futuro, tutto dipende dai contagi, che tragicamente continuano ancora ogni giorno, e quanto ancora questa emergenza si protrarrà.

L’ipotesi di una crisi economica è tutt’altro che lontana, “ci sono pochi dubbi che l’economia italiana possa cadere in recessione” come evidenzia Francesco Daveri, economista e insegnante alla SDA Bocconi. Inoltre secondo l’analisi del Centro ricerche Ref il PIL italiano subirà un grave ribasso, che scenderà a -8%, sperando in un rimbalzo nel secondo semestre. Sicuramente ci saranno alcuni settori che ne risentiranno di più, come quello turistico, alberghiero, mentre altri riusciranno a ricavarne perfino un profitto, pensiamo infatti ad aziende farmaceutiche e all’e-commerce.

Secondo i dati riportati da Repubblica Affari&Finanza e Cerved, sono due gli scenari possibili per il futuro delle imprese italiane: Il primo, il più “ottimistico”, lascerebbe spazio ad una ripresa nel caso l’emergenza durasse fino a maggio 2020, questo prevederebbe due mesi necessari per il ritorno alla normalità, bruciando un giro di affari totale di 275 miliardi fra il 2020 e il 2021. L’altro scenario, a dir poco catastrofico, prevede una perdita di 642 miliardi nel caso in cui l’epidemia dovesse continuare fino a dicembre. Nonostante l’incertezza del domani, il secondo scenario appare il meno probabile, se seguiamo in modo ottimista il trend dei contagi in Cina, che ad oggi sembra l’unico paese che sia praticamente uscito dall’emergenza, “il problema rientrerà fra maggio e giugno” da quanto afferma il virologo Pregliasco in un’intervista al quotidiano “Il Messaggero”.

Turismo – Alberghi verso la chiusura nel milanese

Per il turismo questo è sicuramente un periodo nero, sono frequenti i casi di chiusura degli alberghi in Lombardia. Dal grafico emerge circa il 70% di fatturato 2020 bruciato, nello scenario più catastrofico, passando dai 12,5 miliardi del 2019 ai 3,3 miliardi di quest’anno, di conseguenza al crollo delle agenzie viaggi di circa 69%. “In alcuni casi si lavora con il 4 o 5 % del fatturato dello scorso anno, ma le spese rimangono” afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, un’importante organizzazione nel settore turistico italiano. 

E-commerce – Amazon non chiude

Un segno di recupero si nota invece nel commercio online, dal grafico infatti traspare un incremento del 55% del fatturato nel 2020. Il mondo dell’e-commerce resta aperto, anche se con limitazioni. Infatti Amazon ha limitato tutte le spedizioni, da quanto comunicato sul proprio sito, ma ad oggi è ancora possibile ordinare qualsiasi prodotto con consegne al 30 marzo/1 aprile. Sarebbe ancora più drammatico immaginare un crollo totale delle vendite per le imprese, se non si potesse contare sul commercio online, nato solo da un paio di decenni.

Il Crollo delle compagnie aeree

Fra aerei vuoti, voli cancellati e ritardi smisurati, scoppia l’allarme fra le compagnie aeree da Ryanair a EasyJet, rischiano il fallimento quasi tutte secondo il Centre for Aviation-Capa, un centro studi australiano, che ha lanciato l’allarme e chiesto l’immediato intervento dei governi. Soluzione che però ha quasi azzerato i ricavi, portando in rosso anche i titoli azionari.

Ripresa economica? “Sarà a V”

La seconda incognita è sicuramente la ripresa economica, riferendoci ancora alle stime di Francesco Daveri, probabilmente (nel caso l’epidemia non dovesse durare per altri mesi) si assisterà ad un andamento “a V”, cioè una rapida ripartenza, non solo per le aziende turistiche, ma anche per tutte le fabbriche che in questi giorni sono costrette a chiudere.

Nulla di ciò ovviamente è certo, bisogna solo sperare che i provvedimenti del dpcm portino ad una riduzione drastica dei contagi e avere fiducia nell’intervento di migliaia di medici che ogni giorno scarificano la vita, non tanto per preservare l’economia del paese, ma per garantire la salute di tutti.