“Il mondo non è come dovrebbe essere. È colmo di distorsioni, e la ‘rovina’ non può più essere evitata. Coloro che si oppongono al fato e anelano al cambiamento, attraverso le epoche, sono noti come Trickster. Tu sei il Trickster…È tempo di insorgere contro l’abisso della distorsione.”

Così nell’aprile del 2017 il team di sviluppo giapponese Atlus ci accolse in Persona 5, quinto capitolo della saga nata come spin-off della serie di Shin Megami Tensei. Si trattò di un titolo che, a detta del direttore e produttore Katsura Hashino, richiese un grandissimo sforzo produttivo nel corso di ben otto anni di travagliato sviluppo. Ad oggi, tutti quei sacrifici sono stati ampiamente ripagati: il JRPG (traducibile in Gioco di Ruolo Giapponese) al quale ha dato vita la software house nipponica è entrato di diritto nell’olimpo dei videogiochi, scatenando un enorme successo di pubblico e critica e sdoganando, forse una volta per tutte, il suo genere di appartenenza in occidente, dato che da anni non riusciva a schiodarsi dai suoi vecchi successi come Pokémon e Final Fantasy.

Come del resto aveva fatto con i capitoli precedenti, il team di sviluppo ha deciso di non voltare ancora le spalle alle scorribande dei Ladri Fantasma, rilasciando una versione del gioco riveduta e corretta: Persona 5 Royal, in esclusiva Playstation 4. Non si tratta di una semplice edizione definitiva con contenuti scaricabili aggiuntivi, la mole di modifiche ed elementi inediti può addirittura giustificare un secondo acquisto per chi avesse già giocato la versione base: un intero arco narrativo è stato aggiunto laddove calava il sipario nell’edizione del 2017 e, novità richiesta a gran voce dai fan, è possibile selezionare i testi in italiano, oltre a molte altre lingue! Il tutto ha portato ad un sorprendente risultato che ha superato le più rosee aspettative, facendo oltrepassare al gioco quel limite che lo ha promosso da capolavoro a pietra miliare, ottenendo un voto Metacritic di 95/100 davvero pazzesco se si considera che il sito raggruppa le recensioni di tutte le testate giornalistiche registrate, facendo una media dei vari giudizi.

Recensione 

Le ali della ribellione: trama e tematiche chiedono a gran voce un cambiamento

Non fatevi ingannare da quel numero a fianco al titolo, Persona 5 può essere giocato anche da chi non sapesse nemmeno dell’esistenza della saga: questo perché, come da citazione iniziale, viene subito chiarito che siamo solo uno dei tanti Trickster nel corso delle epoche, uno dei tanti che anela al cambiamento. La storia, che viene narrata giorno per giorno, ricopre due semestri scolastici, più un terzo finale aggiunto in questo nuovo pacchetto. Vestiamo i panni di uno studente di Tokyo dei giorni nostri il quale, una sera di ritorno a casa, cerca di aiutare una ragazza che stava per essere stuprata da un influente uomo d’affari. L’uomo, irritato dalla faccenda, finge un’aggressione da parte del protagonista e corrompe la polizia per la sua impunità: il risultato è la fedina penale sporca dello studente, oltre alla libertà vigilata che lo costringe a lasciare casa e trasferirsi nel retro di un caffè. Farà una gran fatica a reintrodursi nella società giapponese, incapace di accettare un precedente penale.

Inconscio del motivo, il primo giorno di scuola, tra sguardi diffidenti e pregiudizi, il nostro eroe si trova improvvisamente nel Metaverso insieme a Ryuji Sakamoto, un teppistello vittitima a sua volta di grandi pregiudizi, primo comprimario dell’avventura. Si tratta di una dimensione nella quale gli uomini concretizzano i loro desideri più distorti e corrotti, le ombre del proprio cuore che cercano di nascondere nella vita di tutti i giorni. Così assumono la forma di Palazzi: quello del professore di educazione fisica nelle prime ore di gioco è un esempio, il quale molesta i propri studenti senza alcuna conseguenza perché protetto dalla nomea della squadra di pallavolo che allena, fiore all’occhiello dell’istituto. La sua distorta visione della scuola si trasforma in un gigantesco castello del quale lui stesso è il re indiscusso. Il protagonista, assieme ai compagni che conoscerà nel corso delle sue avventure, possiede la capacità di entrare nei Palazzi come questo e di sprigionare il potere del proprio spirito: la Persona, ciò che c’è di bello nel nostro cuore e che vogliamo mostrare.

Così nascono i Ladri Fantasma: l’obbiettivo è infiltrarsi nei Palazzi degli uomini malvagi per rubarne il tesoro, ovvero il cuore del proprietario, e punire i suoi soprusi; in questo modo è possibile riportarlo sulla retta via. Non sono affatto assassini, calcando troppo la mano si rischia la morte della vittima del furto, cosa che la banda vuole evitare a tutti i costi.

Ovunque traspare il sottile simbolismo del JRPG di Atlus, insieme alle tematiche che affronta: levandosi la maschera viene sprigionato il potere della Persona, una maschera che indossa la società odierna, una maschera che rappresenta superficialità, omertà, rassegnazione, avidità, ma soprattutto indifferenza, che i nostri eroi al fine di cambiare il mondo, si gettano alle spalle. 

Il gioco ci provoca quando dobbiamo affrontare la prima lezione di letteratura, durante la quale il professore ci interroga riguardo le idee del Dizionario del Diavolo di Ambrose Bierce del 1906: “Qual è il fattore grazie al quale la società umana si è sviluppata più velocemente, secondo Ambrose?”. Di fronte a varie possibilità la risposta giusta sarà “un nemico”: da intendersi come un errore nel sistema che evidenzi al mondo la direzione sbagliata che sta intraprendendo, un ribelle. Persona 5 porta con sé un’aspra critica alla società giapponese in particolare e, più in generale, di quella moderna.

Il Joker e i Ladri Fantasma: una banda alla ricerca di un posto nel mondo

Ognuno di noi è senza ombra di dubbio protagonista della storia: non solo il gioco ci chiederà di inserire un nome e cognome durante i primi minuti, nel corso dei dialoghi ci viene data la possibilità di scegliere tra più opzioni, ognuna delle quali indica diversi tipi di personalità e atteggiamenti che possiamo assumere in una determinata situazione. Queste scelte a volte possono essere ininfluenti e strappare un sorriso, mentre altre volte possono condizionare le relazioni con gli altri personaggi, fino a determinare uno tra tre diversi finali. Nome in codice Joker, il nostro protagonista possiede un mazzo di Arcani: ognuno rappresenta un Confidente, ossia chi ha deciso di appoggiare la nostra causa, non necessariamente facendo parte dei Ladri Fantasma. Nessun Confidente è una mera macchietta e le personalità sono ben variegate: tutti hanno un background ben caratterizzato, tutti hanno un motivo per lottare, per correggere la società e trovare un posto nel mondo.

Rubare un cuore: combattere le Ombre ed esplorare i palazzi

Con una difficoltà selezionabile tra quattro differenti (da Rilassata a Spietata), lo scheletro del gioco è costituito da combattimenti a turni ed esplorazione dei labirinti, ovvero i Palazzi. Ogni Palazzo è costituito da moltissime aree esplorabili, nelle quali troveremo tesori, enigmi e Ombre intente ad ostacolarci. L’obbiettivo è relativamente semplice: individuare la posizione del cuore da rubare e sconfiggere il boss che lo protegge. Non bisogna dimenticarsi, però, che non si tratta di una semplice esplorazione, ma di un’infiltrazione: dobbiamo evitare di farci scoprire, e questo potremo farlo solo sgusciando di soppiatto dietro ai nemici per coglierli di sorpresa; venendo individuati più volte, il livello di allerta dei mostri aumenterà e sarà più difficile aggirarsi nel dungeon. Trovare le mappe, orientarsi e individuare il tesoro nel Palazzo richiede tempo e pianificazione, per questo sarà importante gestire la sua esplorazione in alternanza con la routine quotidiana.

Sia che veniamo scoperti, sia che attacchiamo alle spalle un’Ombra, saremo costretti a scontrarci, affiancati dai nostri compagni. Si tratta di un classico sistema di combattimento a turni, in stile Pokèmon per rendere l’idea a chi è meno esperto di Giochi di Ruolo, o di videogiochi in generale: prima toccherà al nostro gruppo, poi al nostro avversario, il tutto a seconda di come abbiamo ingaggiato lo scontro. A questo punto, man mano che il gioco prosegue, entrano in gioco meccaniche fondamentali che si complicheranno con il tempo. Abbiamo a disposizione per ogni personaggio un’arma bianca che infligge un danno neutro, un’arma da fuoco che ne infligge un po’ di più, ma che potremo usare in modo limitato e la nostra fidata Persona (selezionabile via via che le collezioniamo tra moltissime altre, le quali accrescono con il livello del nostro personaggio). Le Personae possiedono abilità potenti, ognuna con un elemento ad essa associato, ma richiederanno un costo in punti abilità o punti vita: attaccando un nemico con un elemento particolarmente efficace otterremo un nuovo turno. Ponderare lo svolgimento di ogni turno, equipaggiare a dovere i nostri compagni e pianificare con minuziosità le sinergie fra i Ladri Fantasma è fondamentale per vincere.

Dietro la maschera: la vita di tutti i giorni di un liceale

La vita quotidiana non va affatto trascurata solo perché abbiamo un’importante causa tra le mani, anzi, questa è legata a doppio filo con l’attività da Ladro Fantasma, formando un ecosistema di gioco divertente, stimolante e sempre nuovo. Gestire con saggezza le ore della giornata è importantissimo, questo perché tutto ciò che faremo, anche le cose più banali, faranno effetto sulla crescita del nostro alter-ego: dare una ripulita al bagno del nostro padrone di casa aumenterà il nostro grado di Gentilezza, studiare prima di andare a dormire la nostra intelligenza, interagire con altre persone il nostro Fascino e così via. Sono capacità che ci permettono di costruire oggetti utili, oppure di persuadere un nemico con l’intento di farlo unire alla nostra squadra. Non solo, anche le attività che svolgerete per o con i Confidenti aumenteranno il livello del vostro rapporto con loro permettendovi di sbloccare abilità e avere un maggior affiatamento in battaglia, persino andando a mangiare un hamburger a pranzo insieme per discutere i prossimi piani.

Stile travolgente: comparto tecnico, artistico e sonoro

Giustificato da uno sviluppo iniziale che lo vedeva in uscita addirittura su Playstation 3, quei pochi decimi che alcuni recensori decidono di sottrarre al 10/10 di Persona 5 sono dovuti quasi sicuramente alla componente tecnica, che decide di scostarsi dal fotorealismo di giochi con grafica spacca-mascella anche in favore dell’enorme varietà e quantità di luoghi esplorabili e personaggi presenti. Nulla di cui preoccuparsi, perché Atlus ha dato il massimo per dare ai giocatori una resa pulitissima e rifinita, ancora di più nella versione Royal. Inoltre il tutto viene sorretto da un comparto artistico che ha dell’incredibile: Tokyo, rappresentata con fedeltà, i design dei personaggi e i Palazzi che esploreremo vengono investiti da una tempesta di colori che passano da sgargianti palette cromatiche tra le quali rosso sotto le luci dei riflettori, a cupe tonalità noire, il tutto sotto forma di anime giapponese; persino le voci dei menù sprigionano stile da tutti i pori, diventando iconiche tra gli appassionati.

La colonna sonora è senza dubbio la ciliegina sulla torta: Shoji Meguro, da sempre al fianco della serie Persona, è un luminare del settore e ancora una volta è riuscito a superarsi dando vita ad un album strepitoso che andrebbe ascoltato a prescindere dal gioco. Il producer del Sol Levante ha sempre ricercato equilibri perfetti nel miscuglio di più generi e stavolta la struttura viene sorretta da un accattivante jazzsi passa da ritmi incalzanti e adrenalinici adatti agli scontri, a quelli più rilassati e malinconici, i quali si accostano perfettamente alla realtà urbana con sfumature noir di Persona 5. Ogni brano è memorabile e ben distinguibile dagli altri, allo stesso tempo il filo conduttore che lega l’intera colonna sonora è ben riconoscibile: ogni testo dei vari brani cantati racchiude perfettamente i messaggi che il gioco vuole lanciare con la splendida voce prestata da Lyn, una cantante giapponese che in questo caso apprezziamo  in lingua inglese (pensate che è stata una soluzione adottata per evitare di distrarre i giocatori giapponesi durante l’avventura). Punta di diamante il tema principale “Life Will Change” dinamico e significativo, senza nulla togliere a “Beneath the Mask”, pezzo che consiglierei di ascoltare sorseggiando una tazza di tè caldo durante una giornata di pioggia in pieno inverno. Con l’edizione Royal, 29 nuovi brani tra i quali “Take Over”, che accompagnerà le vostre battaglie, portano il conteggio a ben 142 tracce!

Giudizio finale

Atlus scavando con grande fatica aveva trovato tre anni fa uno splendido diamante grezzo da 18 carati, oggi gli ha dato una ripulita, lo ha restaurato e lo ha posto in una teca di vetro per poi consegnarlo alla storia per sempre. Persona 5 Royal è un titolo che dovrebbero giocare tutti, ma non un titolo per tutti: tempestati da un mercato che tende all’immediato, a causa della società che gira con ingranaggi frettolosi e della natura umana che accetta con indifferenza questa velocità, un gioco come questo non può che essere definito il ribelle. Nonostante ciò, togliendovi per un momento la maschera, se accetterete di prendervi il vostro tempo; se accetterete di farvi rapire dal suo coinvolgente sistema di gioco; se accetterete di superare le barriere con una società rappresentata all’apparenza lontana, ma in realtà universale…Benvenuti nei Ladri Fantasma: è ora di cambiare le cose

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