Diritto di voto a tutti i cittadini che hanno compiuto 16 anni di età. E’ un argomento sostenuto e tornato di attualità dopo il discorso di Enrico Letta. L’ex premier afferma: “Abbiamo osservato i nostri giovani nelle piazze, lodando i loro slogan e il loro entusiasmo: ora è il momento di prenderli sul serio”*. Nel suo discorso all’Assemblea nazionale del Pd, prima di essere eletto segretario, Letta enuncia i punti su cui intende battersi e tra questi, allargare il suffragio ai più giovani. “Dobbiamo essere il partito dei giovani. Se non riusciremo a coinvolgerli io avrò fallito il mio obiettivo”*, dice Letta. L’idea era stata proposta anche nel 2019 riprendendo Walter Veltroni, che l’aveva lanciata nel 2007 quando divenne segretario del Pd. Inoltre nel 2015 la Lega Nord aveva presentato una proposta di legge costituzionale a riguardo e anche i Socialisti avanzarono un’iniziativa simile. L’intenzione di “dare più spazio ai giovani” non è sicuramente un argomento nuovo e da tempo è in corso un dibattito tra chi è favorevole e chi è contrario. Secondo l’articolo 2 del codice civile attualmente in vigore in Italia, compiuta la maggiore età (18 anni), si ha la capacità di “incidere sulla propria sfera giuridica” e di conseguenza è concesso il diritto di voto per la Camera (25 anni per il Senato).  In Europa alcuni paesi hanno già abbassato il limite di età a 16 anni: come l’Austria dal 2007, Malta dal 2018, Germania, Galles, Scozia, Svizzera e altre. Durante il dibattito in Assemblea molti si sono schierati argomentando le loro tesi.  

Anna Oliverio Ferraris, psicologa, psicoterapeuta e saggista, sostiene: “C’è ancora tanta immaturità e impulsività: si lasciano dominare dalle emozioni, è facile influenzare le loro opinioni”*. Coloro che come Anna Ferraris sono contro, sostengono che a 16 anni non si è sufficientemente maturi, istruiti e consapevoli delle proprie scelte; sono del parere che si sia irresponsabili e incapaci di prendere una posizione in politica. Alcuni si preoccupano perché gli elettori giovani, alle ultime elezioni, hanno votato partiti estremisti e populisti. Facendo un paragone con il passato, dicono che anni fa i 18enni a cui fu concesso il diritto di voto erano molto più maturi e pronti rispetto ai coetanei attuali. Molti affermano che i giovani potrebbero essere influenzati dai loro genitori e di conseguenza ciò non farebbe altro che aumentare il peso del voto di chi già ne ha il diritto. Giorgia Meloni aggiunge: “Veramente qualcuno crede che per un sedicenne, oggi, la priorità dia il diritto di voto e non il diritto all’istruzione, alla società e alla libertà?”*. Altri come lei, come Michela Marzano (filosofa ed ex parlamentare) e l’onorevole Giuditta Pini (PDI). credono che la politica non dovrebbe occuparsi dei giovani semplicemente concedendo loro il diritto di voto. Infine, diretta conseguenza dell’anticipazione della maggiore età sarebbero cambiamenti sul piano penale e civile e a proposito di questo, il giurista Cesare Mirabelli (ex presidente della Corte Costituzionale) ha proposto due strade. Si potrebbe modificare la maggiore età intervenendo sull’articolo 2 oppure semplicemente abbassare l’età necessaria per votare.  

Tra coloro che sono pro c’è l’ex premier Giuseppe Conte: “I nostri ragazzi a 16 anni hanno tutta la maturità per votare, non è iniziata ancora una riflessione di governo ma potremmo farla”*. Un punto a favore di questa tesi è lo squilibrio demografico dell’Italia tra i minori di 35 anni e gli ultra 60enni. Anche se si abbassasse l’età di voto, secondo questi dati il peso elettorale del primo gruppo sarebbe comunque inferiore rispetto all’altra fascia di età. La nuova proposta, dice Alessandro Rosina, docente di demografia e statistica sociale alla Cattolica di Milano, potrebbe attenuare il divario e rifiutarla “lascerebbe gli squilibri demografici di decidere per noi che i giovani contano poco”*. Il costituzionalista Francesco Clementi continua: “L’attuale sistema toglie ai giovani la possibilità di poter incidere nelle decisioni”. Per Luigi Di Maio: “E’ giusto che scelgano chi li rappresenta”*. Per loro, come per Maurizio Martina, i ragazzi vanno rispettati e ascoltati essendo maturi abbastanza per fare questo passo e per assumersi determinate responsabilità. Molti dicono che potrebbe essere un’occasione per i ragazzi di avere maggiore interesse e di essere più partecipi alla vita politica e alle questioni del mondo che li circonda. Infine secondo alcuni, avere un’idea di come funzionano le cose non è un requisito necessario per poter votare. E’ possibile che molti 18enni come anche 50enni non abbiano i requisiti o le conoscenze per poter esprimere il proprio voto nonostante la loro età. Nessuno pensa di ritirare il diritto di voto ai malati di Alzheimer o agli affetti da demenza senile o altre categorie che comportano una minore lucidità di pensiero. Insomma, per coloro che sono favorevoli, i 16enni non per forza sono meno informati dei più anziani. La scrittrice Lidia Ravera alla Stampa: “Perché i ragazzi hanno tanti modi di informarsi e imparare: non credo che un 16enne sia per forza meno preparato di un 18enne, anzi”*. 

Tra il sì e il no ci sono altri con posizioni intermedie che pensano a come accompagnare l’eventuale riforma o cosa fare prima della sua introduzione. Così come ci sono adulti che votano alla rinfusa, aggiungere qualche milione di teste, per loro non farebbe molta differenza.  


Estendere il voto anche ai sedicenni potrebbe essere un buon modo per responsabilizzarli una volta per tutte, più di quanto non lo siano già. Molti dei più piccoli hanno una formazione e delle consapevolezze migliori di tanti altri, per non contare della grande capacità di navigare su varie piattaforme social, che permette loro di informarsi in modo più veloce ed accurato. Ovviamente la proposta è più complessa di quanto si pensi e si andrebbe incontro ad un grande rischio, che però potrebbe essere affrontato.  

FONTI:

* https://www.ilpost.it/2021/03/16/diritto-voto-16-anni/ https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/voto-ai-16enni-conte-ci-sta-i-giovani-sono-maturi-per-farlo_3234923-201902a.shtml https://www.today.it/politica/voto-16-anni-italia.html

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