Lunedì 18 novembre intorno alle 12;30, si è svolta, nella sala Cosimo I di Palazzo Vecchio la presentazione dell’83° Festival del Maggio Musicale Fiorentino . A presentare la conferenza erano presenti il sindaco di Firenze Dario Nardella e il nuovo sovrintendente del Maggio Musicale Alexander Pereira, che anche se sarà ufficialmente sovrintendente il prossimo 16 dicembre sta già seguendo i lavori di preparazione del festival. La stagione avrà inizio il 23 aprile 2020 e terminerà il 23 luglio.

Prima di parlare dei progetti dell’effettiva stagione il sindaco ha annunciato che, visti i recenti fatti di cronaca, gli incassi del concerto straordinario del 30 novembre prossimo, diretto da Alessandro Pinzauti con l’orchestra nazionale dei conservatori, saranno destinati alle città di Venezia e Matera; in particolare per interventi di risanamento al Teatro della Fenice di Venezia, il Conservatorio di Venezia e vari interventi a Matera. In programma musiche di Rossini, Cherubini, Verdi (nella prima parte) e la quinta sinfonia di Cajkovskij nella seconda.

Il festival si inaugurerà con l’opera “Lo sposo di tre o il marito di nessuna” di Luigi Cherubini (23-26-27 aprile e 6 maggio) che verrà rappresentata a Firenze per la prima volta. L’opera, l’unica che il compositore fiorentino scrisse per Venezia, è un dramma giocoso in due atti su libretto di Filippo Livigni che debuttò con successo al Teatro San Samuele nel novembre del 1783; quindi di un Cherubini ventenne, che si cimenta in un genere per lui inconsueto, una farsa nello stile della scuola napoletana. Inoltre tra le opere più conosciute e importanti troviamo “Otello” di Giuseppe Verdi con la regia dell’attore e regista cinematografico Valerio Binasco (14-17-20 maggio) e “Fidelio” di Ludwig Van Beethoven (in forma di concerto, 28 e 31 maggio) dirette da Zubin Metha, direttore onorario a vita del Teatro del Maggio.

Il festival proseguirà con numerose opere e numerosi artisti di fama internazionale e mondiale, tra cui ad esempio Marina Abramovic che inscenerà la sua opera “7 death of Maria Callas”, nel ruolo di autrice, regista e attrice dell’opera. Il 4, 5 e 6 giugno andrà in scena in coproduzione con Bayerische Staatsoper, Deutsche Oper Berlin, Greek National Opera e Opéra National de Paris, viene considerato il debutto di Marina Abramovic in campo lirico come autrice e regista. Si conclude poi con Jeanne Dark di Fabio Vacchi – “un’opera per divertirsi e per pensare” come la definisce l’autore stesso – il progetto triennale di commissione ad autori italiani di opere contemporanee proposte al pubblico nella programmazione del Festival. Rappresentazioni al teatro Goldoni il 22,24 e 26 maggio. Da segnalare infine Euridice di Jacopo Peri (13, 15 e 18 giugno al Teatro Goldoni) con Federico Maria Sardelli che dirige l’Orchestra Modo Antiquo e Davide Garattini Raimondi alla regia). Si completa così il progetto triennale del Maggio – perseguito insieme a Federico Maria Sardelli – di riscoperta delle radici dell’opera lirica. Il 17 giugno poi torna un imponente e monumentale allestimento del repertorio del Maggio Musicale Fiorentino, probabilmente tra i più celebrati a livello mondiale: la Turandot di Giacomo Puccini  con la regia firmata da Zhang Yimou e Juraj Valčuha a dirigere l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino (altre recite 20, 23 e 27 giugno);uno spettacolo di granche richiamo che ha sempre regalato grandi emozioni al pubblico. Infine è un allestimento di grande impatto visivo, che compendia il percorso del Maggio di proposta del repertorio verdiano: Un ballo in maschera del Teatro Bol’ṧoj di Mosca con la regia di Davide Livermore che sarà a Firenze dal 14 luglio (altre recite: 17, 20 e 23 luglio). Numerosi gli appuntamenti anche per i concerti: il programma sinfonico dell’LXXXIII festival prevede 14 appuntamenti sinfonici e verrà inaugurato il 29 aprile 2020 con Myung Whun Chung che dirigerà l’Orchestra, il Coro e il Coro delle voci bianche del Maggio Musicale Fiorentino nell’imponente e colossale Sinfonia n. 3 in re minore di Gustav Mahler. Cinque dei concerti in calendario vedranno Zubin Mehta sul podio per i 250 anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven, il primo dei quali è previsto l’8 maggio quando dirigerà l’Ouverture da Egmont, il concerto per violino (Leonidas Kavakos) e orchestra e la sinfonia n. 3 Eroica, dando il via all’intero ciclo delle nove sinfonie beethoveniane

Il futuro sovrintendente per questa stagione ha deciso di invitare svariati artisti stranieri e internazionali e, attenendosi a quanto detto, ha cercato di distribuirli in gran parte delle opere di tale stagione. “Purtroppo non posso essere solo portatore di buone notizie” ha detto Pereira durante il suo intervento, la brutta notizia è quella dell’aumento dei prezzi dei biglietti. Questo aumento però è giustificato e dovuto al fatto che per poter permettersi artisti esteri e internazionali, mantenere alto il livello del teatro e non deludere le aspettative degli spettatori ha bisogno di un po’ più di soldi. Stando sempre alle sue dichiarazioni, Pereira assicura che le entrate del teatro non diminuiranno, a costo di perdere una percentuale di spettatori o di non avere sempre pieno il teatro durante le rappresentazioni, dicendo inoltre che se questa politica dei prezzi non funzionerà sarà egli stesso ad andarsene a casa. Il futuro sovrintendente, conclude il suo intervento ringraziando tutti i collaboratori esterni e interni al teatro e chiedendo fiducia ai fiorentini, rassicurandoli dichiarando di avere già sette sponsor e che il teatro andrà avanti senza deludere le aspettative.