E’ passato piu’ di un anno da quando il mondo intero ha iniziato a fare i conti con un virus subdolo e spietato.
Sono stati mesi di dolore e sacrifici ed oggi ad un anno di distanza si stanno facendo i primi bilanci.
Ogni nazione ha avuto la propria dose di morti e ogni Stato ha cercato di gestire l’emergenza sanitaria come meglio poteva.
Il Covid ha sicuramente fatto emergere debolezze e criticita’ di molti paesi, Italia compresa, ma ad un anno di distanza, lungi dall’esserne fuori, molti spunti di riflessione e miglioramento si possono trarre.
C’e solo un paese dove sembra che il Covid non abbia destato alcuna preoccupazione e la situazione e’ stata gestita come peggio non si poteva fare e questo paese e’ il Brasile.
Nel paese governato da Jair Bolsonaro nulla e’ stato fatto per contenere i contagi e la pandemia e’ diventata una vera e propria catastrofe che rischia di far estinguere le popolazioni indigene dell’Amazzonia.
In Brasile, vivono ancora oggi quasi un milione di indigeni ovvero discendenti delle tribu’ che abitavano in Amazzonia prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo.
Delle circa 300 tribu’ rimaste una settantina vivono in uno stato di semi-isolamento e non hanno e sopratutto non vorrebbero avere alcun legame con il mondo esterno.
Purtroppo di contatti con il mondo esterno in questi anni ne hanno dovuti subire anche troppi, da tempo infatti il polmone verde del mondo e’ oggetto di continui attacchi per il controllo dei giacimenti d’oro e per lo sfruttamento delle enormi ricchezze che esso racchiude, il tutto con il tacito consenso del presidente Bolsonaro.
Bolsonaro in campagna elettorale aveva esplicitamente detto che bisognava allargare la superficie abitata e coltivata dell’Amazzonia ed appena giunto al potere ha eliminato la legge che puniva i responsabili di deforestamento.
Da quando egli governa il Brasile le multe contro i crimini ambientali del bacino dell’Amazzonia sono diminuite di circa un 40% a questo si aggiunge anche la diminuzione dei fondi per la tutela delle aree protette di circa un 20%.
La situazione era gia’ pesantemente compromessa in Amazzonia ma l’arrivo del Coronavirus rischia di dare il colpo finale.
Manaus la capitale dello stato di Amazonas e’ stata la citta’ piu’ colpita al mondo dal Coronavirus ed e’ l’epicentro della cosiddetta variante brasiliana con elevati tassi di contagiosita’ e di reinfezione.
Una situazione cosi’ grave per la popolazione brasiliana lasciata completamente senza cure e dispositivi medici per affrontare la pandemia, rischia di essere una vera e propria catastrofe per le popolazioni indigene.
Quello che non sono riusciti a fare i conquistatori potrebbe farlo il Covid-19 ovvero la totale estinzione degli indios amazzonici.
Con una situazione cosi’ grave il presidente Bolsonaro non e’ intervenuto in alcun modo per arginare la situazione, non ha imposto nessun lockdown e non ha provato a fermare le invasioni dei territori indios.
In questo scellerato modo di agire alcune organizzazioni non governative ci hanno letto un intento doloso, sono arrivate ad accusare Bolsonaro di aver “aiutato” la diffusione del Coronavirus tra le popolazioni indigene al solo scopo di annientarle.
Naturalmente non sapremo mai se questo corrisponde a verita’ ma gli ultimi abitanti della grande foresta amazzonica, custodi di riti e tradizioni millenarie, avrebbero diritto ad una maggiore attenzione e considerazione da parte di tutto il mondo. 1)

  1. Fonte: https://www.fanpage.it/esteri/perche-gli-indigeni-dellamazzonia-rischiano-lestinzione-per-colpa-del-covid-e-di-bolsonaro/


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