Didacta 2018 – Firenze, la fiera più importante dell’educazione, ha ospitato molte aziende e scuole per presentare i loro prodotti. Tantissimi robot, visori a realtà virtuale e soprattutto tanta tecnologia sono stati il tema di quest’anno.

D’altronde la tecnologia fa parte dell’oggi ma molto più del domani, rappresenta il nostro futuro, un futuro che corre e cresce tanto giorno dopo giorno. La scuola che ha il compito di proiettare nel modo migliore le nuove generazioni verso l’esterno, come potrebbe rimanere arretrata? Dovrebbe essere sempre “in”, quindi un ambiente di stimolazione per gli studenti, dove possano imparare a guardare la realtà sotto tanti punti di vista, cambiando prospettiva.

REALTÀ VIRTUALE

Il visore a realtà virtuale della Acer

Chi non si è mai lamentato dei libri scolastici? Che lo si voglia o no, la realtà virtuale è l’innovativo sistema di apprendimento. Acer, azienda tech e produttore di hardware, propone il suo Visore a realtà virtuale con lo scopo di incentivare l’apprendimento. Nella demo mostrata era possibile vedere il cuore e il cervello tridimensionalmente, con focus anche sui particolari e le piccole arterie. Un vantaggio fondamentale della realtà virtuale è proprio l’opposto del concetto dell’ “immagina che”, proprio perché l’oggetto in questione è possibile vederlo direttamente davanti in 3D come se ci fosse veramente, saltando un passaggio cognitivo. Questo può essere veramente utile per persone che faticano a visualizzare tridimensionalmente oggetti. Basti pensare al possibile utilizzo universitario, in materie specialistiche come anatomia o meccanica, per capire la grande utilità di questa nuova tecnologia.

NAO FOR BES

È meraviglioso pensare che per quanto i robot siano macchine artificiali, possano avere un’influenza impensabile ed incredibile sull’uomo e sui suoi comportamenti: i ragazzi dell’I.I.S. A. Volta, in collaborazione con il Laboratorio Psicoanaliticodi Pescara, lavorano al progetto NAO for BES.

 Cos’è? Qualcosa di estremamente umano. Si tratta di un progetto nato per migliorare lo stile di vita dei soggetti autistici (l’autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo). È dimostrato che i pazienti sono più propensi a relazionarsi con i robot in quanto sono più prevedibili e meno minacciosi degli esseri umani. 

Lo studio si concentra sull’interazione sociale: il robot NAO instaura dei rapporti con i soggetti, vuole diventare loro amico. 

In particolare il progetto ruota attorno ad una paziente di 15 anni. La ragazza soffre di mutismo selettivo, perciò il loro obiettivo è farla parlare. Come? Attraverso 3 sedute programmate dagli allievi dell’istituto:

  • nella prima NAO si fa conoscere, dunque la ragazza imparerà la sua fisionomia e il suono della sua voce;
  • nella seconda le verrà proposto tutto ciò che del mondo è di sua appartenenza: la ragazza ha un cavallo, quindi il robot le parlerà di lui; le metterà le sue canzoni preferite…farà tutto ciò che potrà metterla a suo agio;
  • nella terza NAO ballerà, canterà e chiederà alla paziente di seguirlo. 

Tutto si svolgerà a scuola e verrà monitorato in tempo reale grazie alle telecamere presenti nel robot. Questo servirà anche a capire cosa infastidisce la quindicenne: in caso ci fosse qualche comportamento inadatto, gli studenti saranno in grado di bloccarlo seduta stante e far sì che NAO non agisca più così. 

Un progetto ammirevole senza ombra di dubbio. 

Continuando a parlare di robot, è inaccettabile non nominare “Fable” della Shape Robotics.

 Potremmo definirlo quasi un giocattolo: Fable è un set di costruzione modulare realizzato affinchè gli studenti possano creare il proprio robot in pochi minuti. I ragazzi possono programmarlo o con blocchi visivi (Blockly) o con un linguaggio di programmazione testuale (Python). Facilmente può diventare un animale domestico, una catapulta, lo si può far camminare, strisciare, può raccogliere oggetti, chi più ne ha più ne metta. Tra l’altro è dotato di un display con il quale mostra le sue emozioni: felice, triste, arrabbiato, sorpreso. 

Simpatico ed utile, chi non lo vorrebbe?

SOLO QUESTO?

A Didacta abbiamo trovato di Tutto in campo tecnologico,fra cui moltissimi robot realizzati grazie ad Arduino, una piattaforma hardware per lo sviluppo di oggetti interattivi; stampanti 3D che riescono a realizzare qualsiasi tipo di oggetto, partendo da un progetto digitale al computer e tanto altro. Moltissime sono state le scuole a presentare il proprio progetto, fra cui l’ IISS C. Golgi di Brescia che introduce un nuovo modo di insegnare, basato su competenze di programmazione e sicurezza informatica, questa scuola ha anche vinto un premio grazie allo studente Michele Mariani. 

Una delle numerose stampanti 3D

Infine è necessario nominare Wacom, l’azienda leader nella produzione di tavolette grafiche; ha presentato ad una conferenza il funzionamento e la tecnologia delle nuove penne “digitali”, capaci di scrivere su carta normalmente, ma con la possibilità di copiare tutto il documento sul computer in digitale sul Cloud, tutto in automatico.

Ovviamente questo non è tutto, perché Didacta è veramente immensa e questi sono solo alcuni dei progetti presenti, dunque vale la pena almeno un giorno visitarla.