Il timore più grande degli attori che stanno recitando in una commedia comica è che al momento della battuta il pubblico non ricambi ridendo. Questo non è stato sicuramente il caso de La Compagnia dei neodiplomati della Scuola per Attori “Orazio Costa”, che al teatro Niccolini hanno rappresentato quattro atti brevi di Eduardo de Filippo. I ragazzi sono riusciti ad appassionare non deludendo le aspettative, il pubblico infatti ha seguito con piacere lo spettacolo ridendo e applaudendo a ogni cambio di scena.

L’ intero spettacolo, dalla durata di due ore, si è diviso in due parti con una pausa di 15 minuti tra l una e l’ altra. Nella prima parte sono stati rappresentati tre atti “Pericolosamente”, “I morti non fanno paura” e “Amicizia” mentre nella seconda si è lasciato spazio alla commedia più lunga “Uomo e galantuomo”. Tutte le commedie sono state recitate in italiano, non rispettando quindi l’originale presentato in dialetto napoletano. La scelta è stata spiegata dal regista Gianfelice Imparato il quale, considerando che i ragazzi venivano da varie regioni d’ Italia ha preferito che questi recitassero più “liberamente”, senza rischiare di imitare un napoletano stentato ed inevitabilmente inverosimile. Aggiunge inoltre che “utilizzare l’italiano è utile anche a dimostrare che il teatro di Eduardo non è relegabile in un ambito regionale”. I motivi per i quali è stato usato l’italiano sono ragionevoli e non immotivati ma le commedie di de Filippo s’ ispirano sicuramente alle cosiddette “sceneggiate napoletane”, non utilizzando il dialetto si è quindi perso quel pizzico di drammaticità ma soprattutto comicità in più di cui Napoli è famosa. Negli atti sono infatti presenti disperazione, tradimento, morte ed egoismo dai quali il celebre Eduardo è riuscito a trovarne un comico risvolto. Nonostante i ragazzi non usassero il dialetto sono comunque riusciti a ricordare l’umorismo che rimanda al mondo napoletano; questo dovuto probabilmente al fatto che abbiano rispettato il copione e la musicalità della scena.

Per accompagnare la rappresentazione principale i ragazzi erano aiutati soltanto da un grande tendaggio, che cambiava colore in base alle situazioni che i personaggi stavano vivendo, e da pochi elementi (sedie o dei tavoli). “L’ essenzialità dell’intera messinscena”-spiega Imparato-“deve far comprendere a iNuovi che si può togliere tutto dal teatro tranne la recitazione: in scena ci sono solo gli attori”.

Il primo atto “Pericolosamente” racconta di un giovane ragazzo, Michele che dopo aver vissuto un anno in America decide di ritornare nella sua città Natale trovando alloggio a casa di un suo vecchio amico Arturo  (interpretato da Filippo Lai) sposato con Dorotea (interpretata da Laura Pinato) donna dispettosa e capricciosa. Quest’ ultima, in assenza del marito, rivela a Michele che Arturo le spara quotidianamente e che, soltanto grazie ad un miracolo, lei riesca a sopravvivere ad ogni colpo. All’ arrivo del marito, i due cominciano a discutere e il litigio termina con Arturo che spara un colpo di pistola a Dorotea. La donna, come previsto, non viene colpita e invece di essere impaurita si scusa col marito e fa ciò che lui le chiede. Nel frattempo Michele si arrabbia con Arturo che però gli spiega che la pistola è solo una scacciacani caricata a salve e per questo la donna non muore mai. La scena si conclude con due spari di pistola da parte di Arturo perché la donna non permetteva loro di uscire, ovviamente stavolta Michele non è preoccupato ma al contrario appare felice perché finalmente può andarsene senza scocciature.

Nel secondo atto, “I morti non fanno paura”, Enrico è un viaggiatore solito alloggiare in casa di Amalia, tornato a casa affaticato e con la febbre scopre che la sua stanza è stata trasformata in una camera ardente per la morte di Gennaro, marito defunto di Amalia. Impressionato, confida le proprie paure ad un uomo lì presente che lo rassicura raccontando che proprio fuori casa c’era appena stato un omicidio per pochi spiccioli. Per timore di essere quindi aggredito Enrico si barrica in casa e mentre si dirige verso la sua stanza, prima di entrarvi, si scusa amichevolmente con il ritratto del defunto.

Il terzo atto “Amicizia” narra la storia di un certo Alberto Califano che dopo tanti anni fa visita al suo amico gravemente malato Bartolomeo Ciaccia (interpretato da Filippo Lai). Chi si prende cura di lui è sua sorella Carolina (interpretata da Nadia Saragoni), che lo accudisce e tenta di esaudire tutti i suoi desideri. L’infermo chiede di molti suoi amici eccetto di Alberto che si trova quindi a fingere di essere diverse persone per venire incontro alle esigenze del malato. La commedia si conclude con una confidenza che Bartolomeo fa ad Alberto ingannato dal travestimento dell’ uomo. Il malato gli rivela che la ragione per la quale non ha intenzione di ricevere Califano è che mentre era in salute aveva avuto una relazione con sua moglie e che probabilmente il figlio primogenito non sia di Alberto ma suo.

Il quarto atto “Uomo e Galantuomo” riguarda una sgangherata compagnia teatrale, di cui Gennaro è il capo, ospitata nell’ albergo di don Alberto De Stefano. Quasi l’intera scena si concentra sui quattro cosiddetti artisti che provano l’esibizione da presentare la sera stessa. Insieme non riescono a comprendere neanche il copione rendendo la situazione spiritosamente imbarazzante.  Gianfelice Imparato, in questo atto, ha modificato la scena che la compagnia prova: al posto di riprodurre il copione di Libero Bovio (autore napoletano troppo complicato da tradurre) ha deciso di utilizzare l’opera di Pirandello, La Morsa.

In ogni atto si sono ritrovati dei temi che, soprattutto nell’ epoca in cui Eduardo ha vissuto, creavano (e creano) un forte disagio nella società: il maschilismo (primo atto in cui la donna per “calmarsi” viene presa a pistolettate) o il razzismo (nel terzo atto in cui a Califano viene chiesto di interpretare un amico di colore di Bartolomeo, questo infastidisce l’uomo che inizialmente rifiuta). Essere in grado di ironizzare, affrontando quest’ antica mentalità, è stato un grande passo avanti da parte di De Filippo e che lo ha forse aiutato a raggiungere la notorietà che ha. Anche i giovani attori sono riusciti a recitare le scene “delicate” nel modo più appropriato, non hanno infatti deciso né di eliminarle né di enfatizzarle aiutati dal fatto che fosse una commedia e quindi prevede di affrontare questi temi senza urtare la sensibilità degli spettatori.

iNuovi:
Francesco Grossi
Filippo Lai
Athos Leonardi
Claudia Ludovica Marino
Luca Pedron
Laura Pinato
Nadia Saragoni
Erica Trinchera
Lorenzo Volpe

Orari 21.00 dal 2 al 5 ottobre, sabato e domenica 19.00

La durata dello spettacolo è di due ore circa, intervallo compreso.

Prezzi Intero

I° settore 20€

II° settore 18€