Arrivati alla tappa intermedia di questo Iter Mentis del capolavoro firmato da Verdi, nell’edizione del Maggio Musicale Fiorentino, si registrano da parte del pubblico, e soprattutto della critica, alcune incertezze e incompresioni, nonostante il teatro pieno e gli applausi – molti – ai protagonisti e al coro.

Si tratta di una rivisitazione dell’opera, soprattutto per quanto riguarda le scene (Angelo Sala) e i costumi (Alfredo Corno, che è anche regista dell’allestimento e Angelo Sala) che si distaccano dalla Parigi del XIX secolo, è infatti ambientata in Italia nei primi decenni del 900, che scorre abbastanza bene, malgrado qualche inevitabile “collisione” con il libretto.  1)
Violetta (Maria Mudryak ) regala un’ottima performance, anche se a tratti troppo sensuale, rischiando di risultare eccessivamente “osè”, riuscendo a mostrare al pubblico tutta la sua abilità nelle agilità con una chiara dizione e buoni acuti. Buona anche l’interpretazione di Giorgio Germont (Sergio Vitale), risultato tutto sommato piacevole, dotato di voce dal colorito chiaro e dal timbro morbido, e Flora Bervoix (Ana Victòria Pitts). Nota di merito anche per il tenore: la convincente interpretazione di Matteo Lippi (Alfredo) vede un Alfredo dal bel timbro vocale e, se pur non molto potente, dalle molte sfumature, tanto da incantare il pubblico.
Da migliorare la regia: la grandiosità delle scene corali e delle arie principali sono sottolineate da un buon lavoro di Alfredo Corno, ma le figure del coro risultano troppo statiche, segno di una carenza di gestione da parte della regia. Notevole invece l’utilizzo di una struttura che si rifa ad un set cinematografico per la prima scena: l’ambiente si lega con la trama stessa, tanto da rendere la famosa scena del brindisi, una semplice ripresa, facendo inevitabilmente perdere del fascino alla stessa. L’atmosfera di “finzione” si attenua nel secondo atto, nel quale Violetta e Giorgio si trovano in una casetta di campagna, e nel terzo, in occasione della festa organizzata da Flora. L’ultimo atto, invece, si svolge nella spoglia ambientazione di un’infermeria.

In sintesi una buona interpretazione, bravi i protagonisti e il coro; da rivedere invece l’orchestra diretta da John Axelrod  con una lettura a tratti troppo “chiassosa”, perfino per un autore come Verdi, ma che forse non rende abbastanza  per  qualche carenza della regia. Ottime, invece, scene e costumi.

Prossime repliche:
Mar 28 novembre, ore 20:00
Gio 30 novembre, ore 20:00
Sab 2 dicembre, ore 15:30

1) Cfr la nostra presentazione http://www.leomagazineofficial.it/2017/11/20/traviata-dalla-vita-al-palcoscenico-al-maggio-ritorna-la-tragica-storia-di-violetta-ispirata-a-una-donna-e-una-storia-vera/

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